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Autovelox del rumore, che cosa sono? Esistono in Italia?

Tutto quello che bisogna sapere sugli autovelox del rumore: cosa sono, a cosa servono, come funzionano e cosa dice la legge in Italia

Da molti mesi, anche in Italia, si sente parlare di autovelox del rumore, una dispositivo in grado di misurare i decibel emessi da un veicolo. In qualche nazione europea questo strumento è in fase di sperimentazione da diverso tempo, mentre nel nostro Paese ancora non ce n’è traccia, nonostante sia in ballo una riforma del Codice della strada. Andiamo a scoprire cos’è un autovelox del rumore e cosa si rischia quando si viene rilevati da questo dispositivo.

Cos’è l’autovelox del rumore

L’autovelox del rumore, chiamato anche radar, è un dispositivo che misura i decibel sprigionati da un veicolo: si tratta di un sistema del tutto simile a quello degli autovelox che rilevano la velocità di auto e moto solo che questo è stato concepito e progettato appositamente per il rumore.

L’apparecchio è costituito da quattro microfoni che misurano i decibel dei veicoli ogni decimo di secondo: così facendo riescono a individuare il punto da cui proviene il suono e capire se eccede o no i livelli di rumore consentiti dal Codice della strada.

Come funziona l’autovelox del rumore

Il funzionamento dell’autovelox del rumore è simile a quello degli autovelox tradizionali. Quando passa un veicolo, il dispositivo registra in un computer una scia acustica formata da puntini dietro la sorgente del rumore. Una volta individuata l’auto o la moto che emette un rumore superiore al consentito, la multa scatta in automatico.

L’autovelox del rumore e l’Italia

Nonostante sia stato già testato in alcuni Paesi europei, in Italia ancora non esiste alcun autovelox del rumore. La mancanza di questo dispositivo, comunque, non permette agli utenti della strada di poter emettere rumori senza alcuna conseguenza, sia viaggiando a bordo di un’automobile che di una moto.

Secondo il Codice della strada, infatti, non è consentito né guidare in modo troppo rumoroso, né truccare il sistema silenziatore del motore o della marmitta. Le multe per i trasgressori vanno da un minimo di 42 euro fino a un massimo di 173 euro. Vanno incontro alle stesse sanzioni anche tutti quegli automobilisti che viaggiano con la musica o la radio a un volume troppo alto.

Dove sono stati testati gli autovelox del rumore

Gli autovelox del rumore sono stati testati in via sperimentale in alcuni Paesi europei. In Francia il dispositivo è chiamato Méduse e la sperimentazione è avvenuta sia in città di provincia che nel centro di Parigi. Sul suolo transalpino, l’autovelox del rumore è stato collegato alle telecamere a circuito chiuso delle centrali di polizia, così da inviare automaticamente le multe ai trasgressori. L’obiettivo dei test è quello di eliminare o mitigare l’inquinamento acustico, un elemento ritenuto dannoso per la salute dei cittadini. Alcuni test sono stati effettuati anche in Gran Bretagna, da parte della Segreteria ai Trasporti della città di Londra per aiutare la Polizia sovraccarica di compiti.

Cosa cambia con l’autovelox del rumore

L’introduzione in Italia degli autovelox del rumore aiuterebbe a combattere l’inquinamento acustico, fattore di stress tanto nelle grandi città quanto nei piccoli centri abitati. Il Codice della strada parla chiaro e punisce chi fa troppo rumore a bordo della propria automobile oppure in sella ad una moto o ad uno scooter, a patto che venga individuato e fermato.

Con l’autovelox del rumore, invece, le multe arriverebbero in automatico. Nessun utente della strada potrebbe pensare di passarla liscia, perché il radar acustico è in grado di rilevare in maniera autonoma il rumore in accesso, procedendo a multare i trasgressori. Questo strumento rappresenterebbe un grande aiuto per gli agenti di polizia e per le orecchie dei cittadini che vogliono solo passeggiare, leggere o guardare un film senza essere disturbati da rumori molesti.

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