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Autovelox, come avviene la loro taratura?

Gli autovelox devono essere sottoposti costantemente a un'operazione di manutenzione, chiamata "di taratura", necessaria per verificare che tutto funzioni al meglio.

Si tratta di uno degli “appigli” cui i multati per eccesso di velocità si aggrappano nel momento in cui provano a contestare una contravvenzione comminata tramite autovelox. E se la taratura fosse errata? Se gli strumenti utilizzati per calcolare la velocità dei veicoli che transitano davanti al suo laser e al suo obiettivo fotografico non fossero impostati nella maniera giusta? Una risposta affermativa a questa domanda vorrà dire niente multa; una risposta negativa, invece, coinciderà con la conferma della sanzione.

Ma che cosa vuol dire che l’autovelox è tarato? E come si fa la taratura dell’autovelox? Domande che permetteranno, prima di tutto, di capire come funziona un’autovelox e quali sono le possibilità che un nostro ricorso contro una multa per eccesso di velocità possa essere accolto dal Giudice di pace o dal Prefetto.

Che cos’è la taratura dell’autovelox e quando va fatta

La taratura dell’autovelox è un’operazione di “manutenzione ordinaria” degli strumenti che calcolano la velocità dell’auto e degli altri veicoli che transitano nel tratto di strada oggetto della rilevazione. In particolare, i controlli dovranno accertare che l’autovelox misuri in maniera corretta la velocità dei mezzi, con un margine d’errore estremamente ridotto. Se la rilevazione non dovesse essere corretta, infatti, la contravvenzione per eccesso di velocità non sarebbe valida e non ci sarebbe sanzione pecuniaria né decurtazione dei punti della patente.

Secondo il Codice della Strada, la taratura dell’autovelox va effettuata almeno una volta l’anno, per accertarsi che tutte le componenti del rilevatore di velocità stradale funzionino correttamente. Inoltre, come previsto da una sentenza della Corte di Cassazione, la data dell’ultima taratura dello strumento deve essere riportata sul verbale della contravvenzione: fateci caso, perché nel caso in cui sia più vecchia di un anno vorrà dire che si può contestare la multa con la certezza che verrà accolta.

Come si fa la taratura dell’autovelox

I controlli sugli autovelox variano a seconda se vengono utilizzati in una strada “cittadina” o secondaria o se, al contrario, devono essere sistemati lungo il ciglio di un’autostrada o di una strada a scorrimento veloce. In questo secondo caso è necessario che la taratura dell’autovelox avvenga in un autodromo; nel primo caso, invece, la verifica sulla correttezza della rilevazione della velocità può essere fatta anche al di fuori di una pista.

Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 282 del 13 giugno 2017 in tema di sicurezza stradale prevede che “le verifiche di taratura devono essere eseguite su un campione di rilevamenti di velocità uniformemente distribuiti da 30 km/h a 230 km/h utilizzando sistemi di misura di riferimento in grado di tarare con incertezza estesa (con probabilità di copertura del 95%) non superiore allo 0,5% per velocità superiori ai 100 km/h, e a 0,5 km/h per velocità fino a 100 km/h)”.

Detto in parole povere, l’autovelox dovrà rilevare la velocità di veicoli che transitano davanti il suo obiettivo con velocità variabile tra i 30 km/ora e i 230 km/ora. Il ministero dei Trasporti, nel decreto già citato, consiglia di effettuare tra le 100 e le 200 rilevazioni a intervalli non superiori ai 20 km/h (l’ideale, dunque, sarebbe partire da 30 km/h, passare poi a 50 km/h, successivamente a 70 km/h e così via, sino ad arrivare ai 230 km/h). Il margine di errore, come detto, è bassissimo: sotto i 100 km/h è di appena 0,5 km/h, mentre per velocità superiori si passa allo 0,5% (comunque, non superiore a 1,2 km/h).

Nel caso in cui l’autovelox venga invece utilizzato su strade con limite di velocità massima uguale o inferiore ai 90 km/h la taratura non va effettuata con campionamenti fino a 230 km/h. Lo stesso decreto del ministero dei Trasporti stabilisce infatti che la velocità debba essere incrementata di 70 km/h rispetto al limite massimo consentito. La taratura, dunque, andrà fatta su velocità massime di 120 km/h, 140 km/h e 160 km/h. Al di là di questa differenza, le modalità operative restano le stesse.

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