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Auto e inquinamento acustico: tutte le regole del Codice della Strada

L'inquinamento acustico è un problema che si verifica su strada, a causa del traffico, delle segnalazioni e degli antifurto delle auto: cosa dice la legge.

I rumori provocati dai veicoli che viaggiano su strada sono responsabili di quello che possiamo definire inquinamento acustico. Il Codice della Strada, all’articolo 155, prescrive le norme per la limitazione dei rumori.

Limitazione dei rumori: cosa dice la legge

Secondo quanto scritto nel Codice della Strada, i veicoli, durante la loro circolazione, dovrebbero evitare di emettere qualsiasi tipologia di rumore molesto, che può essere causato sia dal modo di guidare i veicoli stessi, soprattutto per quanto riguarda chiaramente i mezzi a motore, sia dal modo in cui viene per esempio sistemato un eventuale carico, ma anche da altri atti connessi con la circolazione stessa.

Quando viene prescritto per legge il dispositivo silenziatore, il veicolo lo deve possedere e il possessore deve prestare attenzione al fatto che sia sempre tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve mai essere alterato. Se a bordo di un’auto o altro veicolo si usano apparecchi di riproduzione sonora oppure strumenti radiofonici, è importante che non vengano mai superati i limiti sonori massimi di accettabilità che sono fissati dal regolamento.

Secondo quanto prescritto dalla normativa vigente, tutti i dispositivi di allarme acustico antifurto installati sui veicoli “devono limitare l’emissione sonora ai tempi massimi previsti dal regolamento e, in ogni caso, non devono superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991”. Se un soggetto viola le disposizioni dell’articolo 155 del Codice della Strada in ambito di limitazioni dei rumori, allora rischia la sanzione amministrativa del pagamento di una multa che va da un minimo di 42 a un massimo di 173 euro.

Quali sono i disturbi più comuni dovuti all’inquinamento acustico

Secondo alcune ricerche recenti, molti disturbi del sonno sono collegati all’inquinamento acustico e quindi più frequenti nelle persone che vivono in città molto rumorose, lo stesso vale per ipertensione, ictus, infarti e altre malattie.

I volumi molto alti infatti possono incidere sulla salute dell’uomo, sul benessere fisico, mentale e sociale. Si possono verificare danni fisici uditivi ed extrauditivi. I primi portano una diminuzione dell’udito causata dal rumore, irreversibile e con vari sintomi, i secondi invece si manifestano nel nostro organismo, come pressione alta, frequenza respiratoria, disturbi all’apparato, alterazioni al sistema nervoso, stress, accelerazione del ritmo cardiaco, ecc.

Inquinamento acustico: il traffico su strada

Il rumore può provenire da varie sorgenti, tra cui anche il traffico stradale, ferroviario e aereo, che è sicuramente la principale forma di disagio per i cittadini, coinvolge infatti la maggior parte della popolazione. Tra i rumori più acuti ci sono le segnalazioni acustiche, l’attrito degli pneumatici sulla strada o delle ruote dei tram sulle rotaie, il rombo del motore, le azioni dinamiche tra carrozzeria e aria.

Inquinamento acustico: come si misura

È possibile misurare l’inquinamento acustico si attraverso i fonometri, strumenti in grado di rilevare il livello di pressione sonora alle varie frequenze, andando a ricavare un valore che considera la diversa sensibilità dell’orecchio umano a queste ultime. Un indicatore che descrive questo problema ambientale è dato dalla popolazione esposta al rumore. All’interno di questa categoria rientra la fascia di popolazione che è costretta a sopportare continui livelli equivalenti di rumore che superano i 65 decibel nel periodo diurno, e i 55 decibel invece durante il periodo notturno.

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