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Auto aziendali, come funziona l’assicurazione

Come funzionano le polizze Rc Auto per le flotte di veicoli aziendali

Le polizze assicurative per i veicoli aziendali fanno parte di una categoria speciale riferita ai contratti che vengono posti su auto possedute dalle aziende per i propri dipendenti, a titolo di proprietà o di leasing. Il fruitore quindi non è colui che deve pagare il premio, ma è l’impresa proprietaria del mezzo a versare l’importo dovuto per la copertura assicurativa.

Come si richiede l’assicurazione auto aziendale?

Innanzitutto chi può richiedere questa particolare tipologia di Rc Auto? Le aziende, che possono stipularla collettiva o per ogni mezzo. Devono essere società iscritte alla Camera di Commercio e essere in possesso delle eventuali iscrizioni agli albi richiesti per l’attività delle licenze necessarie all’esercizio dell’attività. Insomma, tutto deve essere in perfetta regola.

La richiesta di per sé è molto semplice da inoltrare, basta infatti fare come per una comune polizza RCA. Non ci sono infatti poi nemmeno grandi differenze tra le due tipologie di contratti, una importante c’è: quelli aziendali stipulati dopo il primo possono prevedere la stessa scadenza anche se la decorrenza è diversa. Il contratto comunque viene poi gestito in maniera identica a quelli tradizionali, è possibile anche in questo caso mantenere la propria classe di merito grazie alla propria guida virtuosa.

Un solo approfondimento sulle classi di merito va fatto, l’assicurazione sull’auto aziendale non può beneficiare della Legge Bersani, applicabile solo alle persone fisiche; il passaggio della propria classe di merito può avvenire solo tra persone con la stessa residenza, le polizze devono inoltre essere intestate solo ed esclusivamente a persone fisiche e per auto destinate ad uso privato e non aziendale.

Assicurazione auto aziendale: chi paga in caso di incidente?

Quando si parla della manutenzione ordinaria del veicolo aziendale, il discorso dei costi per il fruitore cambia. Infatti questa è a carico dell’utilizzatore, a meno che non siano stati presi accordi tra l’azienda e la società di leasing, lo stesso per i danni provocati da incidenti stradali. Il fruitore può comunque continuare a conservare la propria classe di merito e ottenere l’attestato di rischio, nel caso in cui decida di comprare un’auto privata, dopo aver usufruito di quella aziendale.

La legge 120/2010 del CdS obbliga le società a registrare e scrivere sulla carta di circolazione nome e cognome del guidatore e la scadenza del periodo dell’utilizzo dell’auto. Nel caso in cui si dovesse incorrere in un sinistro alla guida di un’auto aziendale, il dipendente è responsabile dei danni provocati al veicolo per negligenza che viene classificata in lieve, media o grave. Nel primo caso non deve pagare i danni, nel secondo caso deve risarcire parzialmente e nel terzo caso totalmente.

Assicurazione auto aziendale: come risparmiare

Anche da questo punto di vista, tutto funziona più o meno nella stessa maniera di quanto è previsto per l’Rc Auto per mezzi privati. Le soluzioni per risparmiare sul costo della polizza sono molto simili. Si può procedere quindi alla richiesta di differenti preventivi da confrontare, per scegliere quello più conveniente. Si può anche decidere di affidarsi ad una tipologia di assicurazione sospendibile oppure temporanea. Quest’ultima si consiglia solitamente alle aziende che hanno un parco auto usato solo per alcuni periodi dell’anno, la prima possibilità invece consente di mantenere la polizza anche nel periodo in cui la vettura non viene usata, che non deve superare i 12 mesi e la sospensione invece non può essere inferiore ai 30 giorni.

Tra i parametri considerati dalle compagnie assicurative ci sono la capacità e la retribuzione del lavoratore, il rischio professionale e la situazione economica sia del datore di lavoro e che del lavoratore.