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Il bello delle macchine da corsa

di Francesco Neri -

L’auto da corsa è un prolungamento del vostro corpo, e proprio per questo offre l’esperienza di guida più pura

Sono sempre stato un’amante della velocità, in ogni sua forma. Quella con le ruote è la mia forma preferita, e le auto sportive sono hanno sempre rappresentato i miei sogni (neanche troppo) nascosti. Anche se le ruspe e i tagliaerba sono perversioni della mia infanzia che sto cercando di valicare.
Ma c’è un oggetto a quattro ruote che non ho mai realmente desiderato, almeno fino a qualche anno fa, ed è la macchina da corsa. A dire il vero, credo sia un problema comune a chi non ne ha mai provata una. Questo perché l’auto sportiva stradale, non importa che sia una Ferrari o una Peugeot 106 Rally, la puoi ammirare per strada, la puoi utilizzare per andare a fare la spesa, la puoi guidare nel traffico. È anche oggettivamente più aggraziata, più umana, più avvicinabile; e oltre ad essere veloce, rimane comunque un mezzo di trasporto.
L’auto da corsa, invece, è uno strumento pensato per un solo scopo: correre veloce. È più antiestetica e sgraziata, la sua forma è stabilita dalla funzionalità, e non c’è modo di guidarla piano. Ma quando lanciate un’auto da corsa in pista, all’improvviso l’auto stradale diventa improvvisamente noiosa.

title l’auto stradale non fa esattamente quello che volete voi, bisogna scendere a compromessi; l’auto da corsa, invece, obbedisce ai vostri imput come estrema velocità e obbedienza.

Poco tempo fa mi è capitato di convivere per una settimana con una Porsche 911 GT3, l’ho guidata sia su strada che in pista. È un’auto pazzesca: velocissima, sfruttabile, assolutamente coinvolgente e anche una gioia per le pupille. Difficile chiedere di meglio da un’auto sportiva.
Ma quando, qualche giorno dopo, mi sono calato nell’abitacolo della 911 GT3 Cup – la versione da competizione – la mia teoria sulle auto da corsa è divenuta ancora più solida. Non è solo più veloce, più rumorosa, più eccitante: l’auto da corsa è soprattutto più immediata. Calza come un guanto e vi permette di concentrarvi di più sulla pista e meno sulla macchina, un aspetto fondamentale quando si cerca la prestazione. In parole povere: l’auto stradale non fa esattamente quello che volete voi, bisogna scendere a compromessi; l’auto da corsa, invece, obbedisce ai vostri imput come estrema velocità e obbedienza. Le frenata è l’azione che preferisco: il pedale duro e modulabile (non c’è servo freno) è capace di rallentare l’auto con un’efficacia disumana, tanto che il limite vero lo dovrà superare il vostro (povero) cervello, non certo l’auto. E poi è anche costante: frenate dieci volte nello stesso punto allo stesso modo e lei non sbaglierà di un centimetro; se qualcosa è andato storto, probabilmente avrete sbagliato voi.
L’auto da corsa è una droga a tutti gli effetti, e una volta che ne avrete guidata una non vorrete più provare altro. Quindi, vi do un umile consiglio, girateci alla larga.