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Trackday fever

di Francesco Neri -

Non ho mai partecipato ad un trackday, ma c’è sempre una prima volta

È buffo, in pista ho guidato tantissime auto, su circuiti italiani ed europei, ho anche gareggiato in diverse competizioni, in diverse categorie, ma non ho mai partecipato ad un trackday.
Non perché sia snob o perché non la cosa non mi attiri, ma semplicemente perché non c’è mai stata l’occasione. Fino a settimana scorsa.

Mi arriva una telefonata inaspettata, mi viene chiesto se mi va di effettuare degli hot laps in pista con una Huyndai i30 N, all’Autodromo di Modena, durante un evento organizzato dal famoso tester e YouTuber Davide Cironi. Il campione del mondo TCR 2018 Gabriele Tarquini porterà dei passeggeri con la vettura da gara, io dovrei fare lo stesso con quella di serie. Voi cosa avreste risposto?

La Hyundai i30 N non mi è nuova, l’ho già guidata in varie occasioni, e vi assicuro che è una di quelle auto dove si sale sempre volentieri. Portare i passeggeri sconosciuti in pista, poi, è una delle cose più divertenti che abbia mai fatto. L’avevo già fatto durante un paio di weekend di gara, in passato, e mi ero divertito molto. Anche perché ogni persona reagisce in modo diverso alla guida sportiva: c’è chi ride, c’è chi urla, c’è chi ti insulta (è capitato), e c’è chi ti racconta della propria (spesso orribile) auto.

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Ma torniamo ai trackday. Penso che sia sacrosanto il diritto di scendere in pista con la propria auto, che sia una Ferrari o un bidone da 60 CV. Quello che mi perplime è il mix di auto messe assieme nello stesso turno e le capacità dei loro driver, e non parlo delle capacità di guida, ma di quelle mentali. Ho visto fenomeni entrare in pista come se stessero correndo per il titolo di mondiale di F1, o giocando un torneo bowling, probabilmente.

Di solito guidano delle Citroen Saxò tuning, o delle Fiat Punto Abarth, ma è una tipologia che potrebbe coinvolgere anche persone con più gusto in fatto di auto.
Poi ci sono i proprietari di macchine da 500 CV che, a quanto pare, non amano consumare freni e gomme. Ho visto Toyota GT 86 stare dietro a Ferrari 599 GTB, a Monza.

Ma la varietà è il sale della vita. Alla fine la domenica di trackday è stata più divertente di quanto avessi immaginato, la Hyundai i30 N non ha mollato un colpo, i passeggeri si erano  divertiti (o forse fingevano, o mentivano), e io mi sono sfogato per bene. Anche perché girare in pista senza l’ansia della competizione, della performance, è una sensazione davvero rilassante. Confrontarsi con macchine e driver così diversi, invece, è un po’ strano. Non c’è soddisfazione nel superare una Porsche GT2, se il proprietario sta andando a spasso; mentre mi si stringono le chiappe quando tiro la staccata senza sapere se quello davanti mi ha visto oppure no.

Dovrò partecipare ad un altro trackday (magari ancora con la Hyundai i30 N) per farmi un’idea più precisa. Forse è solo una scusa.