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Drive memories – auto e cultura pop

di Francesco Neri -

Come siete diventati appassionati di auto?

Ripercorrendo la vostra vita all’indietro, sapreste identificare come, quando e perché siete diventati appassionati di auto? Per me tutto è iniziato verso i cinque anni, grazie a mio fratello maggiore, che comprava gli album di figurine di macchine e moto, le macchinine Burago, quelle telecomandate, e mi iniziava al culto dei motori. Ma è stato solo quello, era un periodo in cui le macchine più consumavano e inquinavano, più erano apprezzate.

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Ricordo i rally praticamente sotto casa (il rally 111 minuti, del Lago d’Orta), il Grizzly Malaguti pubblicizzato sui Topolino, Magnum P.I. sulla sua Ferrari, Kitt Supercar.

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I primi anni ’90 erano favolosi. Poi c’è stata la fase film e videogiochi. Gran Turismo a segnato una generazione di appassionati di auto, non c’è dubbio. Persone che si sono appassionate ai motori grazie al gioco, persone che erano già malate di auto che sono impazzite. Ma tutti lo giocavano, tutti. Così come tutti hanno visto “Fast and Furious”. Quel film ha causato molto più danni di quanto vogliamo ammettere. Dopo aver visto il film mezzo milione di volte, montai un neon blu sotto la mia Aprilia RS Chesterfield, e ne andavo fierissimo. Comprai anche qualche orripilante giornale di tuning, ma a parte questi piccoli nei, sono cresciuto sano. Ma quando passo nelle periferie delle città (ma perché ci passo, in effetti?) mi rendo conto che quel maledetto film ha reso il tuning una piaga sociale.

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Need for Speed Underground, provo vergogna a dirlo, è stato l’unico titolo della saga che ho comprato e di cui ho goduto. Anche Midnight Club, sempre uscito nei primi anni 2000, era fortemente influenzato dalla cultura tuning, tanto che si poteva addirittura ottenere la Dodge Charger (tarocca, senza licenza) che impennava, come quella di Toretto. È un gioco difficilissimo, quindi non recuperatelo e girateci alla larga.
La mia infanzia poi è sfociata nell’adolescenza e tutto si è ridotto a riviste di auto, video su YouTube e Top Gear (anche Fifth Gear mi piaceva un sacco). Ma gli anni ’90 e i primi 2000 erano bei tempi, bellissimi.