Auto d'epoca

Spider e cabrio d’epoca

di Marco Coletto -

Dieci spider e cabriolet d'epoca per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche: dalla AC Cobra alla Volkswagen Maggiolino Cabriolet passando per la Mercedes SSKL

Le cabriolet e le spider non sono più di moda come un tempo ma restano le auto d’epoca più apprezzate.

Le “scoperte” di qualsiasi tipo si svalutano poco e possono rappresentare una forma di investimento.

Di seguito troverete dieci spider e cabrio d’epoca per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche: modelli tedeschi, britannici e francesi con quotazioni comprese tra 10.000 euro e 6 milioni di euro. Scopriamole insieme.

Spider e cabrio d’epoca

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AC Cobra 289 (1963)

Il segreto del successo della AC Cobra 289? Il “matrimonio” tra un leggero telaio britannico e un possente motore statunitense (in questo caso un 4.7 V8 Ford).

Le quotazioni superano quota 800.000 euro.

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BMW 328 (1936)

Un capolavoro di design (la prima BMW progettata in galleria del vento) e una dominatrice nelle corse a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 (RAC Rally del 1939 con il britannico Abiegeg Fane e Mille Miglia del 1940 con il tedesco Huschke von Hanstein le sue vittorie più importanti).

La 328 – prodotta fino al 1940 e con quotazioni di 900.000 euro – ospita sotto il cofano un motore 2.0 a sei cilindri da 80 CV: una potenza non eccessiva, abbinata a un corpo vettura leggero.

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Bugatti Type 35B (1927)

La Bugatti Type 35B è uno dei simboli automobilistici degli anni ’20 del XX secolo: prodotta in soli 45 esemplari fino al 1931, può vantare un palmarès sportivo impressionante. Qualche esempio? La Targa Florio del 1928 con il francese Albert Divo, le prime due edizioni del GP di Monaco nel 1929 (con il britannico Williams Grover-Williams, trionfatore nel GP di Francia dello stesso anno) e nel 1930 (con il transalpino René Dreyfus).

Il motore è un 2.3 a otto cilindri in linea sovralimentato con compressore in grado di generare una potenza di 140 CV mentre le quotazioni superano quota 2 milioni di euro.

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Citroën DS Cabriolet (1960)

La Citroën DS Cabriolet – prodotta fino al 1971 – è stata una delle “scoperte” più esclusive degli anni ’60.

Tecnologia, stile ed eleganza: tutto racchiuso in un’unica auto. Il motore al lancio è un 1.9 da 83 CV, rimpiazzato nel 1965 da un 2.2 da 109 CV (139 per la variante a iniezione introdotta nel 1969). Per portarsela a casa ci vogliono quasi 200.000 euro.

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Jaguar XK120 (1948)

La prima serie della Jaguar XK120 era – al momento del lancio – l’auto di serie più veloce del mondo: 120 miglia orarie (ecco spiegato il motivo del nome) che equivalgono a 193 km/h.

La variante più esclusiva – quotazioni di 300.000 euro – è quella con buona parte della carrozzeria (portiere, cofano anteriore e cofano posteriore) realizzata in alluminio. Motore 3.4 a sei cilindri in linea da 160 CV e nessuna maniglia: per aprire le porte bisogna spostare una linguetta posizionata vicino ai finestrini.

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Mercedes SSKL (1929)

La Mercedes SSKL è una vera e propria auto da corsa: l’ultima evoluzione della SSK – prodotta fino al 1933 in pochissimi esemplari e con quotazioni da capogiro (quasi 6 milioni di euro) – è entrata nella storia per essere stata la prima auto straniera capace di vincere la Mille Miglia (nel 1931 con il tedesco Rudolf Caracciola).

Alleggerita di 170 kg rispetto alla SSK grazie a fori praticati sui longheroni, ospita sotto il cofano un motore 7.1 a sei cilindri in linea da 300 CV.

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Porsche 911 (964) Speedster Turbo Look (1993)

Due posti secchi, trazione posteriore e un motore 3.6 a sei cilindri contrapposti da 250 CV: sono queste le caratteristiche principali della Porsche 911 (964) Speedster del 1993.

Gli esemplari dotati del pacchetto estetico Turbo Look (optional) più simili nell’estetica alla Turbo sono meno di 20: ecco spiegate le quotazioni alte (oltre 400.000 euro).

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Rolls-Royce Silver Ghost (1907)

In un panorama automobilistico come quello di inizio Novecento costituito fondamentalmente da carrozze dotate di un motore fragile la Rolls-Royce Silver Ghost si presentava con un raffinato propulsore a sei cilindri in linea (7 litri, 7,4 dal 1910) silenzioso, elastico e – soprattutto – molto affidabile.

Un pezzo di storia del motorismo britannico caratterizzato da quotazioni che sfiorano il mezzo milione di euro.

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Rover Mini Cabriolet (1993)

La variante scoperta della mitica Rover Mini vede la luce solo nel 1993 e resta in commercio fino al 1996.

Motore 1.3 da 61 CV (63 dal 1994), vistose appendici aerodinamiche e quotazioni inferiori a 15.000 euro.

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Volkswagen Maggiolino Cabriolet Hebmüller (1949)

La prima variante scoperta del Maggiolino – realizzata da Hebmüller e contraddistinta da linee filanti e da un abitacolo in grado di accogliere comodamente solo due persone – non ha molto in comune esteticamente con quelle più note realizzate da Karmann.

Un modello molto raro – circa 700 esemplari prodotti e quotazioni di 60.000 euro – a causa dell’incendio che nel luglio del 1949 distrusse lo stabilimento del carrozziere tedesco e che portò solo tre anni dopo al fallimento dell’azienda. Il motore è il famosissimo 1.1 a quattro cilindri contrapposti da 25 CV utilizzato dalla Casa di Wolfsburg anche sui mezzi militari Schwimmwagen e Kübelwagen (nonché sui primi Bulli).