Auto d'epoca

Spider e cabrio d’epoca

di Marco Coletto -

Dieci spider e cabriolet d'epoca per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche: dalla AC Cobra alla Volkswagen Golf Cabrio passando per la Mercedes SSKL

Le cabriolet e le spider non sono più di moda come un tempo ma restano le auto d’epoca più apprezzate.

Le “scoperte” di qualsiasi tipo si svalutano poco e possono rappresentare una forma di investimento.

Di seguito troverete dieci spider e cabrio d’epoca per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche: modelli tedeschi, britannici e francesi con quotazioni comprese tra 3.000 euro e 4 milioni di euro. Scopriamole insieme.

Spider e cabrio d’epoca

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AC Cobra 289 (1963)

Il segreto del successo della AC Cobra 289? Il “matrimonio” tra un leggero telaio britannico e un possente motore statunitense (in questo caso un 4.7 V8 Ford).

Le quotazioni sfiorano gli 800.000 euro.

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BMW 328 (1936)

Un capolavoro di design (la prima BMW progettata in galleria del vento) e una dominatrice nelle corse a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 (RAC Rally del 1939 e Mille Miglia del 1940 le sue vittorie più importanti).

La 328 – prodotta fino al 1940 e con quotazioni di 900.000 euro – ospita sotto il cofano un motore 2.0 a sei cilindri da 80 CV: una potenza non eccessiva, abbinata a un corpo vettura leggero.

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Citroën DS Cabriolet (1960)

La Citroën DS Cabriolet – prodotta fino al 1971 – è stata una delle “scoperte” più esclusive degli anni ’60.

Tecnologia, stile ed eleganza: tutto racchiuso in un’unica auto. Il motore al lancio è un 1.9 da 83 CV, rimpiazzato nel 1965 da un 2.2 da 109 CV (139 per la variante a iniezione introdotta nel 1969). Per portarsela a casa ci vogliono più di 100.000 euro.

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Jaguar XK120 (1948)

La prima serie della Jaguar XK120 era – al momento del lancio – l’auto di serie più veloce del mondo: 120 miglia orarie (ecco spiegato il motivo del nome) che equivalgono a 193 km/h.

La variante più esclusiva – quotazioni di 300.000 euro – è quella con buona parte della carrozzeria (portiere, cofano anteriore e cofano posteriore) realizzata in alluminio. Motore 3.4 a sei cilindri in linea da 160 CV e nessuna maniglia: per aprire le porte bisogna spostare una linguetta posizionata vicino ai finestrini.

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Jaguar E-Type Roadster (1961)

La variante scoperta dell’auto di Diabolik, considerata da Enzo Ferrari la vettura più bella di sempre. Telaio monoscocca, sospensioni a quattro ruote indipendenti e un motore 3.8 a sei cilindri in linea da 265 CV.

I primi esemplari della Jaguar E-Type Roadster – quelli prodotti fino al 1962 e noti come “flat floor” per via del pavimento piatto (piuttosto scomodo per il guidatore) – sono quelli che valgono di più: quasi 150.000 euro.

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Mercedes SSKL (1929)

La Mercedes SSKL è una vera e propria auto da corsa: l’ultima evoluzione della SSK – prodotta fino al 1933 in pochissimi esemplari e con quotazioni da capogiro (quasi 4 milioni di euro) – è entrata nella storia per essere stata la prima auto straniera capace di vincere la Mille Miglia.

Alleggerita di 170 kg rispetto alla SSK grazie a fori praticati sui longheroni, ospita sotto il cofano un motore 7.1 a sei cilindri in linea da 300 CV.

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Porsche 911 (964) Speedster Turbo Look (1993)

Due posti secchi, trazione posteriore e un motore 3.6 a sei cilindri contrapposti da 250 CV: sono queste le caratteristiche principali della Porsche 911 (964) Speedster del 1993.

Gli esemplari dotati del pacchetto estetico Turbo Look (optional) più simili nell’estetica alla Turbo sono meno di 20: ecco spiegate le quotazioni alte (350.000 euro).

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Rolls-Royce Silver Ghost (1907)

In un panorama automobilistico come quello di inizio Novecento costituito fondamentalmente da carrozze dotate di un motore fragile la Rolls-Royce Silver Ghost si presentava con un raffinato propulsore a sei cilindri in linea (7 litri, 7,4 dal 1910) silenzioso, elastico e – soprattutto – molto affidabile.

Un pezzo di storia del motorismo britannico caratterizzato da quotazioni che sfiorano il mezzo milione di euro.

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Volkswagen Maggiolino Cabriolet Hebmüller (1949)

La prima variante scoperta del Maggiolino – realizzata da Hebmüller e contraddistinta da linee filanti e da un abitacolo in grado di accogliere comodamente solo due persone – non ha molto in comune esteticamente con quelle più note realizzate da Karmann.

Un modello molto raro – circa 700 esemplari prodotti e quotazioni che si avvicinano ai 60.000 euro – a causa dell’incendio che nel luglio del 1949 distrusse lo stabilimento del carrozziere tedesco e che portò solo tre anni dopo al fallimento dell’azienda. Il motore è il famosissimo 1.1 a quattro cilindri contrapposti da 25 CV utilizzato dalla Casa di Wolfsburg anche sui mezzi militari Schwimmwagen e Kübelwagen (nonché sui primi Bulli).

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Volkswagen Golf III Cabrio (1993)

La Volkswagen Golf III Cabrio oggi vale poco – 3.000 euro – ma è destinata a rivalutarsi per numerose ragioni: è la variante scoperta della prima Golf capace di conquistare il premio di Auto dell’Anno nonché – secondo noi – l’ultima vera Golf scoperta (la IV non è altro che un profondo restyling e la VI del 2011, priva del mitico roll-bar a vista, non ha mai avuto lo stesso fascino e per questo motivo è sparita presto dalle scene).

Quattro i motori a benzina tra cui scegliere (ci sarebbe anche diesel, alimentazione poco apprezzata nel mondo delle storiche): due 1.8 da 75 e 90 CV, un 1.6 da 101 CV e un 2.0 da 116 CV.