Amarsport

Quando la Porsche correva nei rally

di Marco Coletto -

Quando la Porsche correva nei rally con la 911 (e non solo)

La Porsche non ha una grande tradizione nei rally ma è riuscita comunque a togliersi qualche soddisfazione con la 911 negli anni ’60 e nei primi anni del Mondiale WRC grazie a team privati. Scopriamo insieme la storia della Casa di Zuffenhausen in questa disciplina.

Porsche e i rally: la storia

Le Porsche iniziano a correre nei rally all’inizio degli anni ’50 e ottengono il primo risultato importante al Rallye del Sestriere del 1953 quando due 356 guidate dai tedeschi Philipp Graf von Berckheim e Heinrich von der Mühle conquistano rispettivamente il secondo e il terzo posto. Nello stesso anno a Travemunde un altro pilota teutonico – Helmut Polensky – arriva terzo.

La prima vittoria assoluta arriva il 6 agosto in Jugoslavia al Rally Adriatico grazie a Jakob Schlissmayer (pilota proveniente dal protettorato della Saar, all’epoca territorio tedesco sotto il controllo francese).

Campione d’Europa

Polensky conquista nel 1953 il primo campionato europeo rally della storia grazie anche ai risultati ottenuti con la Porsche 356 (vittoria al Rallye des Alpes in Francia). La sportiva di Zuffenhausen trionfa anche in Svezia (con Sture Nottorp) e a Lisbona (con Joaquim Filipe Nogueira) con piloti locali.

Gli anni ’50

La Porsche 356 continua a inanellare vittorie nel corso degli anni ’50: nel 1954 lo svedese Carl-Gunnar Hammarlund si aggiudica il Rally di Svezia mentre Polensky sale sul gradino più alto del podio della Liegi-Roma-Liegi, l’anno seguente arriva un altro trionfo in Svezia con il driver locale Allan Borgefors e nel 1956 il tedesco Paul Ernest Strähle conquista il Rally Adriatico.

Il decennio si chiude con due successi alla Liegi-Roma-Liegi conquistati da due piloti francesi: Claude Storez nel 1957 con una 356 Speedster e Robert Buchet due anni dopo.

Le ultime vittorie della 356

Il pilota teutonico Hans-Joachim Walter si aggiudica il titolo europeo 1961 con la Porsche 356 grazie alla vittoria al Rally di Baden-Baden e l’anno seguente porta a casa il Rally di Ginevra. L’ultimo successo importante per la sportiva germanica risale al 1963 quando lo svedese Berndt Jansson vince il Rally di Svezia.

L’intervallo 904

Tra la fine della carriera sportiva della 356 e l’inizio dell’attività della 911 segnaliamo un’altra vittoria importante firmata Porsche: quella ottenuta dallo spagnolo Juan Fernández García al Rally di Spagna con una 904 Carrera GTS.

La 911 inizia a vincere

Nel 1966 la Porsche 911 inizia a farsi notare nei rally: il tedesco Günter Klass regala alla coupé di Zuffenhausen il primo podio grazie al secondo posto al Rally dei Fiori (risultato ripetuto da un altro pilota teutonico – Günther Wallrabenstein – in Austria), la prima vittoria (al Rally della Renania Settentrionale-Vestfalia) e si aggiudica il campionato europeo nella classe G3.

L’anno seguente arriva un doppio titolo continentale: il britannico Vic Elford nella classe G3 con tre successi (Lione-Charbonnieres-Stoccarda, Tulpenrallye nei Paesi Bassi e il Rally di Ginevra) e il polacco Sobiesław Zasada nella classe G1 con due vittorie (in Austria con la 911 e in Polonia con la 912).

Tris a Monte Carlo (e non solo)

Tra il 1968 e il 1970 la Porsche 911 porta a casa tre edizioni consecutive del Rally di Monte Carlo: una con Elford (che nel 1968 – anno in cui il finlandese Pauli Toivonen si laurea campione europeo – conquista altre quattro corse: Germania Est, Wiesbaden, Rally del Danubio in Romania e Ginevra) e due con lo svedese Björn Waldegård.

Il driver scandinavo trionfa anche in Svezia nel 1969 (nello stesso anno Zasada porta a casa il Rally di Polonia) e nel 1970 insieme al Rally d’Austria.

Arriva il Mondiale Rally

Nel 1973 nasce il Mondiale Rally e la Porsche conquista il primo podio iridato grazie al terzo posto del finlandese Leo Kinnunen al 1000 Laghi. L’anno seguente Waldegård arriva secondo al Safari.

Addio ufficiali, benvenuti privati

Intorno alla metà degli anni ’70 Porsche decide di abbandonare i rally per concentrarsi sulle gare endurance ma le sportive di Zuffenhausen riescono comunque a ottenere risultati di un certo peso grazie ai team privati.

Nel 1978 il francese Jean-Pierre Nicolas si aggiudica senza il supporto di una squadra ufficiale nientepopodimeno che il Rally di Monte Carlo, il keniota Vic Preston Jr. termina il Safari in seconda posizione mentre il transalpino Francis Vincent arriva terzo a Sanremo. L’anno successivo il francese Pierre-Louis Moreau termina il Tour de Corse in terza posizione.

Gli anni ’80

Il pilota transalpino Jean-Luc Thérier regala alla Porsche la seconda (e per il momento ultima) vittoria di sempre nel WRC trionfando nel 1980 al Tour de Corse (una corsa che vede in terza posizione un’altra vettura di Zuffenhausen guidata da un altro francese: Alain Coppier). Nello stesso anno lo spagnolo Antonio Zanini si laurea campione europeo grazie anche ai risultati ottenuti con la 911.

Nel 1982 arrivano altri due podi iridati con Thérier (terzo a Monte Carlo) e il francese Bernard Béguin (terzo al Tour de Corse). Quest’ultimo ottiene anche l’ultimo podio di sempre nel WRC del marchio di Stoccarda conquistando la terza piazza al Tour de Corse con la 911 SC RS, tentativo di Gruppo B firmato Porsche.