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Imola, la storia in F1

di Marco Coletto -

La storia della F1 a Imola: 26 anni di emozioni

Il circuito di Imola ha ospitato il Mondiale F1 tra il 1980 e il 2006 (la prima edizione come GP d’Italia, le altre come Gran Premio di San Marino) e, in seguito allo stravolgimento del calendario dovuto all’emergenza coronavirus, tornerà a breve nel Circus dopo 14 anni per accogliere il GP dell’Emilia-Romagna.

Di seguito troverete la storia della Formula 1 a Imola: 26 anni di emozioni, vittorie e tragedie.

Il GP d’Italia 1980

La pista di Imola – inaugurata nel 1953 e sottoposta a diverse modifiche nel corso della sua storia – ospita per la prima volta una corsa valida per il Mondiale F1 nel 1980 quando accoglie la prima (e per il momento unica) edizione del Gran Premio d’Italia disputata lontano da Monza. Nell’ultima apparizione nel Circus di Vittorio Brambilla Nelson Piquet taglia per primo il traguardo al volante della Brabham mentre la Williams si aggiudica il primo titolo Costruttori.

Nasce il GP di San Marino

Monza torna a ospitare il GP d’Italia nel 1981 ma Imola – molto apprezzata dagli addetti ai lavori – resta in calendario ospitando la prima edizione di sempre del GP di San Marino. Su un tracciato lievemente modificato rispetto all’anno prima (nella zona delle Acque Minerali) i tifosi possono assistere alla seconda – e ultima – pole position in carriera di Gilles Villeneuve (che realizza anche l’ultimo giro veloce) e al debutto di un giovane pilota lombardo destinato a grandi cose: un certo Michele Alboreto.

Imola 1982

Durante il GP di San Marino 1982 – entrato nella storia della F1 – finisce l’amicizia tra i due piloti Ferrari: Villeneuve e Didier Pironi. Gilles si trova al comando della corsa seguito dal compagno francese quando dai box i tecnici del Cavallino espongono un cartello che invita a rallentare e a mantenere le posizioni. Didier disobbedisce e trionfa (davanti a Villeneuve e ad Alboreto, al primo podio in carriera) rovinando il rapporto di fiducia che si era creato tra i due colleghi/amici. Una situazione tesa che contribuirà non poco alla morte – due settimane più tardi – di Villeneuve, scomparso a Zolder durante le qualifiche del GP del Belgio nel tentativo di realizzare un tempo migliore di quello di Pironi.

Prime volte e ultime

Nel 1983 Imola è protagonista del secondo e ultimo successo in F1 del francese Patrick Tambay e due anni più tardi vede salire sul gradino più alto del podio – anche in questo caso per la seconda e ultima volta – il nostro Elio de Angelis.

L’anno seguente arriva il primo podio in carriera dell’austriaco Gerhard Berger e della Benetton, nel 1987 la Lotus ottiene l’ultima pole position di sempre grazie al brasiliano Ayrton Senna e quattro anni dopo il finlandese JJ Lehto ottiene il primo e unico piazzamento in “top 3” regalando alla Dallara e al motore Judd le ultime apparizioni sul palco delle premiazioni.

Imola 1994

Il GP di San Marino 1994 rappresenta uno spartiacque tra la F1 del passato e quella moderna: tante tragedie e incidenti che porteranno a monoposto più sicure.

Venerdì 29 aprile durante la prima sessione di qualifiche a Imola la Jordan di Rubens Barrichello decolla a oltre 200 km/h sul cordolo, si schianta contro le barriere di protezione e atterra capovolta. Il pilota brasiliano rimane fermo nell’abitacolo con il volto sanguinante e viene intubato: riporterà una frattura al naso e contusioni a una mano e alle costole.

Sabato 30 aprile durante la seconda sessione di qualifiche l’austriaco Roland Ratzenberger al volante della sua Simtek priva dell’alettone anteriore in seguito a un contatto precedente si schianta contro un muretto alla curva Villeneuve e perde la vita poco dopo a causa di una frattura alla base cranica.

Domenica 1 maggio al via del GP di San Marino 1994 la Benetton di Lehto resta ferma e viene travolta dalla Lotus del portoghese Pedro Lamy. I frammenti delle due vetture volano sulle tribune e feriscono quattro persone.

Al quinto giro viene fatta rientrare la safety-car: Senna scatta ma dopo pochi chilometri la sua Williams nella curva del Tamburello invece di girare a sinistra va dritta verso il muretto. Il campione brasiliano perde la vita a causa di una frattura multipla della base cranica provocata da un braccio della sospensione spezzato.

Ma non è tutto: a dieci giri dal termine della corsa (che vedrà il primo e unico podio di Nicola Larini e il primo piazzamento in “top 3” di un motore Peugeot) la Minardi di Alboreto durante un pit-stop perde una ruota: lo pneumatico vagante travolge e ferisce sei persone.

Più sicurezza

Nel 1995 il circuito di Imola viene reso più sicuro e più lento: Michael Schumacher ottiene la pole a una velocità media di 201,916 km/h (contro i 222,495 km/h di Senna nel 1994).

Nel 1997 il tedesco Heinz-Harald Frentzen con la Williams ottiene il primo trionfo in carriera in F1 e quattro anni più tardi con la stessa scuderia tocca a un altro pilota teutonico – Ralf Schumacher – centrare la prima vittoria nel Circus.

Nel 2004 arriva la prima pole position di sempre per il britannico Jenson Button e per la BAR mentre due anni dopo – nell’ultima edizione del GP di San Marino – Michael Schumacher realizza la 66° pole position in carriera battendo un record che apparteneva a Senna.

La pista di Imola sparisce dal Mondiale F1 nel 2007 e solo per via dell’emergenza Covid-19 tornerà a ospitare una corsa valida per il Circus domenica prossima con il GP dell’Emilia-Romagna.