Un secolo di successi per la Casa tedesca

Il rapporto tra BMW e il motorsport è piuttosto contrastato: se è vero che i modelli sportivi di serie della Casa bavarese hanno regalato emozioni a diverse generazioni di automobilisti è altrettanto vero che il palmarès del brand di Monaco non è ricco quanto quello delle altre rivali “premium” tedesche. Di seguito troverete la storia sportiva del marchio teutonico, capace di conquistare – tra le altre cose – una 24 Ore di Le Mans e un mare di successi nel turismo.

BMW e il motorsport: la storia

La BMW nasce nel 1916 ma per la prima vittoria sportiva importante bisogna aspettare il 1938 quando una 328 guidata dal britannico Abiegeg Fane diventa la prima auto non inglese ad aggiudicarsi il RAC Rally. Due anni più tardi una 328 Berlinetta Touring conquista la Mille Miglia con il tedesco Huschke von Hanstein.

Gli anni ’50

Risale al 1952 il debutto della BMW in F1 con quattro monoposto private schierate nel GP di Germania: l’unico pilota a tagliare il traguardo – il tedesco orientale Ernst Klodwig – chiude in 12° posizione. Nello stesso anno il teutonico Alexander von Falkenhausen porta a casa il Rallye delle Alpi in Francia con la 328.

Nel 1953 altre due monoposto BMW private disputano il GP di Germania di F1 (miglior piazzamento del tedesco orientale Rudolf Krause: 14°) mentre l’anno successivo, sempre durante la corsa tedesca, si vede in pista una Klenk dotata di un motore della Casa bavarese. Nel 1957 il tedesco Leopold von Zedlitz trionfa nel Rally di Germania con una 502.

Gli anni ’60

Negli anni ’60 le auto BMW cominciano a farsi valere nei campionati turismo: nel 1966 il tedesco Hubert Hahne porta a casa il titolo europeo con la 2000TI e l’austriaco Dieter Quester con la 2002 si aggiudica due titoli continentali consecutivi nel 1968 e nel 1969.

Per quanto riguarda la F1 segnaliamo l’apparizione di una Lola di F2 motorizzata BMW nei GP di Germania del 1967 e del 1968.

Nasce BMW Motorsport

L’1 maggio 1972 nasce BMW Motorsport GmbH, la divisione sportiva della Casa di Monaco (General Manager Jochen Neerpasch, ex pilota ufficiale Porsche ed ex direttore sportivo Ford) e già l’anno seguente arrivano le prime soddisfazioni “ufficiali”: la conquista del campionato europeo turismo da parte dell’olandese Toine Hezemans con la 3.0 CSL e il successo nel Rally d’Austria valido per il Mondiale del tedesco Achim Warmbold al volante della 2002Tii.

La 3.0 CSL domina i campionati turismo nella seconda metà degli anni ’70 (cinque titoli continentali consecutivi tra il 1975 e il 1979) e nel 1976 porta a casa persino la 24 Ore di Daytona con un equipaggio composto dallo statunitense Peter Gregg e dai britannici Brian Redman e John Fitzpatrick.

I primi anni ’80

Gli anni ’80 per BMW si aprono come si erano chiusi i ’70: con un dominio nel campionato europeo turismo. La 320 vince nel 1980, la 635 CSi nel 1981 e nel 1983 e la 528i nel 1982.

Motorista in F1

Nel 1982 BMW debutta ufficialmente in F1 come fornitore di motori per la Brabham: la prima vittoria arriva già nel primo anno di attività grazie al brasiliano Nelson Piquet primo in Canada. Il pilota sudamericano diventa campione nel mondo nel 1983, anno in cui arriva anche la fornitura di propulsori per la scuderia tedesca ATS.

Nel 1984 – anno in cui il tedesco Volker Strycek vince la prima edizione del campionato tedesco turismo DTM con la 635 CSi – i motori BMW di F1 vengono montati anche dalla Arrows mentre l’anno seguente – in seguito all’abbandono della ATS – rimangono solo due i team del Circus dotati di unità “made in Monaco”.

Il 1986 è l’anno della conquista del campionato europeo turismo da parte del nostro Roberto Ravaglia con la 635 CSi e del debutto in F1 della Benetton (che decide di esordire con motori BMW).

Pista e rally con la M3

Il 1987 è un anno importante per BMW Motorsport: rimasta in F1 solo con la Brabham, si riscatta con la mitica M3. La versione sportiva della serie 3 si aggiudica la prima edizione del Mondiale turismo con Ravaglia, il titolo europeo con il tedesco Winfried Vogt, il DTM con il belga Eric van de Poele e – non contenta – si fa valere anche nel Mondiale Rally WRC grazie al francese Bernard Béguin primo al Tour de Corse. Nel 1988 Ravaglia ottiene il titolo europeo turismo mentre l’anno successivo si aggiudica il titolo tedesco.

Gli anni ’90 e Le Mans

Gli anni ’90 sono poveri di risultati sportivi per BMW: nel 1993 BMW Motorsport cambia nome in BMW M e lascia il DTM mentre nel 1999 arriva la prima e unica vittoria del brand teutonico alla 24 Ore di Le Mans grazie alla V12 LMR guidata dal francese Yannick Dalmas, dal nostro Pierluigi Martini e dal tedesco Joachim Winkelhock.

Gli anni Duemila

Gli anni Duemila per BMW si aprono nel 2000 con il ritorno in F1 (sempre come fornitore di motori, ma questa volta per la Williams) e proseguono con la serie 3 dominatrice nel turismo con il britannico Andy Priaulx (campione europeo 2004 con la 320i e tre volte campione del mondo WTCC con la 320si tra il 2005 e il 2007).

La BMW Sauber

Nel 2006 BMW tenta l’avventura come costruttore in F1: acquista la scuderia svizzera Sauber, le cambia nome in BMW Sauber e corre per cinque stagioni portando a casa un secondo posto nel Mondiale Costruttori 2007, una quarta piazza iridata tra i Piloti con il polacco Robert Kubica nel 2008, una vittoria (Kubica Canada 2008), una pole position e 17 podi. Nel 2009 BMW abbandona la F1 ma per motivi di regolamento la BMW Sauber continua ad esistere sulla carta nel 2010 (ma con motori Ferrari).

Il ritorno nel DTM

BMW torna nel DTM nel 2012 dopo 19 anni di assenza e conquista subito il titolo grazie alla M3 e al canadese Bruno Spengler. La M4 guidata dal teutonico Marco Wittmann porta a casa altri due titoli tedeschi nel 2014 e nel 2016.

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