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Porsche 917: la regina delle auto da corsa

Storia di un'icona del motorsport: due Mondiali Sportprototipi, due Le Mans, due Can-Am e tanto altro

La Porsche 917 è stata molto più di un’auto da corsa: ha monopolizzato le gare endurance all’inizio degli anni ’70 (due Mondiali, due 24 Ore di Le Mans e tanto altro), ha permesso alla Casa di Zuffenhausen di entrare nel mito ed è stata addirittura protagonista di un film (“Le 24 Ore di Le Mans” del 1971) con Steve McQueen. Scopriamo insieme la storia della regina del motorsport.

Porsche 917: la storia

La storia della Porsche 917 nasce nel 1968 quando la Casa tedesca – stufa di accontentarsi di vittorie di classe nell’endurance – decide di creare un prototipo capace di portare a casa successi assoluti.

La vettura viene presentata il 13 marzo 1969 al Salone di Ginevra e l’1 maggio arriva l’omologazione dopo la produzione dei 25 esemplari necessari. Un’operazione che manda quasi in bancarotta il brand di Zuffenhausen, che per rifarsi delle spese decide di vendere le vetture a chiunque abbia abbastanza denaro per acquistarle e per farle correre.

Il motore della Porsche 917 – un possente 4.5 a dodici cilindri contrapposti da 520 CV (poi 580) – deriva dall’unione di due unità 2.2 a sei cilindri della 911 R. Un mostro di potenza montato su un telaio non particolarmente riuscito: nei primi test la sportiva teutonica si rivela infatti tanto veloce quanto ingestibile e i piloti hanno paura di lei.

Le prime gare

La 917 debutta ufficialmente in gara l’11 maggio 1969 alla 1000 km di Spa con un equipaggio tedesco formato da Gerhard Mitter e Udo Schütz (ritirati al primo giro) mentre per vederla tagliare il traguardo bisogna attendere l’1 giugno e l’ottavo posto conquistato alla 1000 km del Nürburgring dall’australiano Frank Gardner e dal britannico David Piper.

A metà giugno la Porsche 917 affronta per la prima volta la 24 Ore di Le Mans con tre vetture: quella guidata dal duo tedesco composto da Kurt Ahrens, Jr. e da Rolf Stommelen ottiene la pole ma abbandona la corsa dopo 148 giri, quella della coppia britannica formata da Richard Attwood e Vic Elford abbandona dopo 327 giri mentre con la terza il pilota privato inglese John Woolfe perde la vita al primo giro. Una morte che porterà gli organizzatori della nota gara francese a modificare la modalità di partenza: prima i driver attraversavano la pista correndo e si accomodavano in auto senza allacciare la cintura, dal 1970 scatteranno seduti dalle loro vetture.

La prima vittoria

La prima vittoria per la 917 arriva il 10 agosto, in occasione dell’ultima tappa del Mondiale Sportprototipi: alla 1000 km di Zeltweg Ahrens e lo svizzero Jo Siffert salgono sul gradino più alto del podio.

Rivoluzione tecnica

Nel 1970 la Porsche 917 beneficia di alcune modifiche aerodinamiche realizzate dai tecnici della scuderia John Wyer Automotive Engineering per risolvere i problemi di stabilità. Nasce la 917K (K come Kurzheck, “coda tronca” in tedesco): posteriore più corto e totalmente aperto per migliorare il comportamento stradale e il raffreddamento del motore.

Grazie a questi cambiamenti la “bestia” di Zuffenhausen diventa imbattibile e domina il Mondiale Sport Prototipi conquistando vittorie a raffica: 24 Ore di Daytona con il finlandese Leo Kinnunen, il britannico Brian Redman e il messicano Pedro Rodríguez, 1000 km di Brands Hatch, 1000 km di Monza e 6 Ore di Watkins Glen con Kinnunen e Rodríguez e 1000 km di Spa e 1000 km di Zeltweg con Redman e Siffert.

La soddisfazione più grande per la 917 arriva però con la prima vittoria nella storia Porsche alla 24 Ore di Le Mans, ottenuta da Attwood e dal tedesco Hans Herrmann.

1971: bis Mondiale (e a Le Mans)

Anche nel 1971 la sportiva teutonica domina il Mondiale: vince la 1000 km di Buenos Aires con Siffert e il britannico Derek Bell, porta a casa la 24 Ore di Daytona, la 1000 km di Monza e la 1000 km di Spa (gara di debutto del nuovo motore 4.9 da 630 CV) con Rodríguez in coppia con l’inglese Jackie Oliver, trionfa alla 12 Ore di Sebring con Elford e il francese Gérard Larrousse e sale sul gradino più alto del podio della 1000 km di Zeltweg con il duo Attwood/Rodríguez.

La seconda vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans della Porsche 917 arriva invece grazie all’austriaco Helmut Marko e all’olandese Gijs van Lennep.

Una seconda vita negli USA

Nel 1972 la 917 non può più correre nel Mondiale Sportprototipi a causa delle nuove regole e trova una seconda carriera in America nel campionato Can-Am.

La Porsche 917/10 – affidata al team Penske – si distingue dalla 917 “europea” per la carrozzeria scoperta e per il motore a doppia sovralimentazione e conquista subito il titolo grazie al pilota statunitense George Follmer.

L’anno seguente tocca alla 917/30: passo più lungo, coda più voluminosa, comportamento stradale più sicuro e un mostruoso motore 5.4 da 1.300 CV, 1.580 in configurazione da qualifica. La sportiva di Stoccarda monopolizza il campionato occupando le prime quattro posizioni della classifica assoluta e si aggiudica il secondo titolo consecutivo con il pilota collaudatore Mark Donohue.

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