Amarsport

È morto John Surtees, icona della F1 (e delle moto)

Scomparso a 83 anni l'unico pilota campione del mondo nel Circus e nel Motomondiale

John Surtees è morto oggi a Londra. L’unico pilota capace di diventare campione del mondo in F1 e in quella che oggi è chiamata MotoGP è scomparso a 83 anni.

John Surtees: la storia

Nato l’11 febbraio 1934 a Tatsfield (Regno Unito), comincia a correre con le moto (grazie al padre, rivenditore di mezzi a due ruote) già in giovanissima età e dopo aver trovato lavoro a 16 anni come apprendista presso la Casa motociclistica britannica Vincent inizia a farsi notare negli anni ’50 grazie a successi ottenuti contro piloti di maggiore esperienza.

Le prime vittorie in moto

Nel 1952 John Surtees esordisce nel Motomondiale e porta a casa subito un punto nella classe regina 500 grazie al sesto posto rimediato in Irlanda del Nord in sella ad una Norton.

La prima vittoria iridata arriva nel 1955 (in classe 250 con la NSU) in Irlanda del Nord e nello stesso anno arrivano due terzi posti in 350 (Germania e Irlanda del Nord) con la Norton.

Dominio Mondiale

Il 1956 è l’anno in cui John Surtees diventa per la prima volta campione del mondo con le moto. Il pilota britannico conquista il titolo 500 con la MV Agusta grazie a tre vittorie (il primo podio iridato nella classe regina al TT, Olanda e Belgio) e non contento sale sul gradino più alto del podio in Belgio anche in 350.

Nel 1958 vince sei gare su sette (TT, Olanda, Belgio, Germania, Irlanda del Nord e GP delle Nazioni), conquista i Mondiali 350 e 500 e si ripete l’anno seguente trionfando nientepopodimeno che in tutti i GP in calendario: sette in 500 (Francia, TT, Germania, Olanda, Belgio, Irlanda del Nord e GP delle Nazioni) e sei in 350 (Francia, TT, Germania, Svezia, Irlanda del Nord e GP delle Nazioni).

L’ultima stagione di John Surtees nel Motomondiale coincide con altri due titoli iridati: cinque vittorie in 500 (Francia, TT, Belgio, Germania e GP delle Nazioni) e due in 350 (Germania e Irlanda del Nord).

Il debutto in F1

Surtees debutta in F1 con la Lotus nel 1960: esordisce con un ritiro a Monte Carlo ma sorprende tutti con un secondo posto nella seconda gara in carriera in Gran Bretagna. Nel corso della stagione risulta più lento dell’inglese Innes Ireland ma più rapido dello scozzese Jim Clark.

Dalla Lotus alla Cooper alla Lola

Nel 1961 John Surtees si trasferisce alla Cooper (due quinti posti in Belgio e in Germania e risultati migliori del compagno britannico Roy Salvadori) mentre l’anno successivo passa alla Lola: due secondi posti in Gran Bretagna e in Germania e piazzamenti più convincenti di quelli di Salvadori.

Gli anni in Ferrari

Surtees viene chiamato dalla Ferrari nel 1963 e ottiene la prima vittoria in F1 in Germania. Rispetto ai compagni di squadra è più veloce del belga Willy Mairesse e del nostro Ludovico Scarfiotti ma più lento di Lorenzo Bandini.

Nello stesso anno John Surtees si fa notare anche nell’endurance quando al volante della Ferrari 250P sale sul gradino più alto del podio della 12 Ore di Sebring (in coppia con Scarfiotti) e della 1.000 km del Nürburgring (con Mairesse).

Campione del mondo F1

Nel 1964 Surtees diventa il primo (e per il momento unico) pilota capace di diventare campione del mondo in F1 e in quella che oggi si chiama MotoGP grazie a due vittorie in Germania e in Italia e a risultati migliori dei compagni Bandini, Scarfiotti e del messicano Pedro Rodríguez.

L’anno successivo John Surtees inizia la stagione con un secondo posto in Sudafrica, trionfa nell’endurance alla 1000 km del Nürburgring con Scarfiotti e la 330 P2 e in Italia è costretto al ritiro per un problema al cambio mentre il nostro Nino Vaccarella riesce a terminare la corsa. Pochi giorni dopo a causa di un terribile incidente durante il test di una Lola è costretto a saltare il resto della stagione.

Addio alla Ferrari

Surtees disputa i primi due GP del Mondiale F1 1966 con la Ferrari: vince in Belgio ma è meno in forma di Bandini. Il driver britannico lascia il Cavallino dopo essere stato escluso (per ragioni dovute all’incidente dell’anno prima) dalla 24 Ore di Le Mans (nonostante la vittoria alla 1000 km di Monza in coppia con l’inglese Mike Parkes) e si trasferisce alla Cooper.

Con la monoposto britannica esordisce in Francia con un ritiro (mentre il coéquipier neozelandese Chris Amon riesce a terminare la gara) e chiude la stagione con una vittoria in Messico (e facendo complessivamente meglio dell’austriaco Jochen Rindt) in un Gran Premio che vede il ritiro del pilota locale Moisés Solana.

Sempre nel 1966 John Surtees conferma le proprie doti di pilota eclettico portando a casa – al volante di una Lola – la prima edizione del campionato nordamericano Can-Am.

Gli anni alla Honda

Surtees viene chiamato dalla Honda nel 1967 e ottiene l’ultimo trionfo in F1 della sua carriera a Monza regalando alla Casa giapponese il secondo dei tre successi totali nel Circus.

L’anno successivo John Surtees porta a casa un secondo posto in Francia (meglio del driver locale Jo Schlesser).

L’ultimo podio

Nel 1969 – grazie ad un terzo posto negli USA – Surtees conquista al volante della BRM l’ultimo podio in carriera in F1 in  una stagione più convincente di quella del compagno britannico Jackie Oliver.

Nasce il team Surtees

John Surtees si mette in proprio e decide di affrontare il Mondiale F1 1970 come costruttore: dopo aver corso quattro GP come privato con una McLaren (6° in Olanda)  a causa dei ritardi nello sviluppo della nuova monoposto ottiene con una Surtees il quinto posto in Canada. Negli USA – unico GP dell’anno corso insieme ad un coéquipier – si ritira mentre l’inglese Derek Bell va a punti.

Nel 1971 esordisce con un ritiro in Sudafrica (mentre il britannico Brian Redman taglia il traguardo), in Gran Bretagna se la cava meglio di Bell mentre nell’ultima prova stagionale negli USA è più rapido del pilota locale Sam Posey. Una stagione nella quale il driver inglese risulta complessivamente più rapido del tedesco Rolf Stommelen ma più lento del britannico Mike Hailwood.

John Surtees corre l’ultimo GP di F1 della sua carriera in Italia (ritirato, Hailwood secondo) nel 1972. Nello stesso anno Hailwood alla guida di una Surtees si laurea campione europeo di F2.

Dopo le corse

Surtees dopo aver appeso il casco al chiodo apre una concessionaria di moto e una di auto e fino al 1978 si occupa della scuderia da lui fondata.

Nel 1991 nasce Henry Surtees: il figlio di John Surtees decide di intraprendere la carriera di pilota ma perde la vita nel 2009 – a soli 18 anni – colpito alla testa da un pneumatico vagante durante una gara di F2.

John Surtees muore a Londra (Regno Unito) il 10 marzo 2017.

Archivio

F1 - GP Italia, cinque edizioni memorabili

Dalla vittoria all'ultimo giro di Surtees nel 1967 alla doppietta Ferrari del 2002

Archivio

F1 a Goodwood 2015: le foto più belle

Numerose monoposto d'epoca hanno preso parte al Festival of Speed: scopriamole insieme

Archivio

F1 - GP Italia 1967

La migliore gara mai corsa dal mitico pilota della Lotus