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Quando Mohammed bin Sulayem correva nei rally

di Marco Coletto -

L’emiratino Mohammed bin Sulayem - il primo presidente non europeo della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) - si è tolto parecchie soddisfazioni nei rally come pilota: scopriamo insieme la sua storia sportiva

Credits: AFP PHOTO/Jorge FERRARI AFP via Getty Images

L’emiratino Mohammed bin Sulayem – il primo presidente non europeo della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) – si è tolto parecchie soddisfazioni nei rally come pilota. Scopriamo insieme la sua storia sportiva.

Quando Mohammed bin Sulayem correva nei rally

Mohammed bin Sulayem nasce il 12 novembre 1961 a Dubai (Emirati Arabi Uniti, all’epoca chiamati Stati della Tregua) e debutta nei rally nel 1983 in Giordania al volante di una Opel Manta.

Il pilota emiratino inizia a farsi conoscere a livello locale l’anno seguente: primo successo in carriera (in Giordania con una Toyota Celica), secondo posto nel campionato mediorientale e quinta piazza nel Rally di Cipro valido per il titolo europeo. Nel 1985 è ancora vicecampione mediorientale con due successi: Kuwait e Dubai.

Sei titoli consecutivi

Tra il 1986 e il 1991 Mohammed bin Sulayem domina il campionato mediorientale rally conquistando sei titoli consecutivi: due successi nel 1986 (Oman e Dubai), quattro nel 1987 (Giordania, Rallye de Montagne in Libano, Oman e Dubai), quattro nel 1988 (Qatar, Kuwait, Giordania e Dubai), uno nel 1989 (Kuwait), tre nel 1990 (Qatar, Giordania e Oman) e quattro trionfi su quattro nel 1991 (Qatar, Rallye de Montagne, Oman e Dubai).

Un periodo nel quale il driver emiratino brilla anche lontano dal Medio Oriente: con la Ford Sierra ottiene il primo podio in Europa nel 1987 (terzo al Rally Principe delle Asturie in Spagna) e debutta nel WRC nel 1988 al Rally dell’Acropoli in Grecia (ritiro) mentre con la Celica conquista nel 1991 la prima vittoria lontano da luoghi familiari (al Boğazici Rallisi in Turchia) e, soprattutto, i primi punti iridati grazie al 7° posto assoluto in Argentina.

L’avventura iridata

Nel 1992 Mohammed bin Sulayem trascura il campionato mediorientale (pur vincendo la tappa di casa di Dubai al volante della Celica) per concentrarsi sul Mondiale rally e con la Sierra vince in Catalunya nel Gruppo N (nono assoluto).

L’anno seguente si ripete a Dubai e ottiene il miglior risultato in carriera nel WRC: il sesto posto in Argentina (primo nel Gruppo N) con la Ford Escort coincide con gli ultimi punti iridati.

Mohammed bin Sulayem si laurea nel 1994 campione mediorientale rally con la Escort con tre vittorie (Giordania, Oman e Dubai) mentre l’anno seguente sale sul gradino più alto del podio di Dubai e disputa l’ultima gara nel WRC in carriera in Australia (ritiro).

Gli ultimi trionfi

Tra il 1996 e il 2002 bin Sulayem porta a casa altri sette titoli mediorientali rally consecutivi (14 totali). Al volante della Escort vince quattro gare nel 1996 (Emirati Arabi, Giordania, Qatar e Kuwait), quattro nel 1997 (Emirati Arabi, Giordania, Qatar e Dubai) e cinque nel 1998 (Emirati Arabi, Giordania, Qatar e Dubai) mentre con la Ford Focus si aggiudica quattro corse nel 1999 (Emirati Arabi, Giordania, Libano e Dubai), quattro nel 2000 (Qatar, Bahrein, Giordania e Dubai), sei nel 2001 (Emirati Arabi, Qatar, Bahrein, Giordania, Siria e Dubai) e cinque nel 2002 (Qatar, Bahrein, Siria, Giordania e Dubai, ultimo trionfo in carriera).

Gli ultimi anni

Nel 2006 Mohammed bin Sulayem viene nominato presidente dell’Automobile Club degli Emirati Arabi Uniti e contribuisce all’ingresso di Abu Dhabi nel calendario del Mondiale F1 a partire dal 2009.

Nel 2008 diventa vicepresidente della FIA, tre anni più tardi torna a gareggiare nei rally (secondo a Sharjah con una Escort) e nel 2021 diventa il primo presidente non europeo della storia della Federazione Internazionale dell’Automobile.

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