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Ferrari 330 P4: più bella che vincente

di Marco Coletto -

La Ferrari 330 P4 è una delle auto più belle della storia del Mondiale endurance: contribuì a regalare il titolo 1967 al Cavallino ma vinse una sola corsa

La Ferrari 330 P4 è una delle auto più belle della storia del Mondiale endurance: contribuì a regalare il titolo 1967 al Cavallino ma vinse una sola corsa. Scopriamo insieme la storia del sexy prototipo di Maranello.

Ferrari 330 P4: la storia

La Ferrari 330 P4 – creata per correre nel Mondiale Sportprototipi 1967 – è un’evoluzione della 330 P3. Simile nell’estetica ma più corta, monta un motore 4.0 V12 da 450 CV a iniezione con tre valvole per cilindro (due per l’aspirazione e una per lo scarico) abbinato a un cambio manuale a cinque marce e presenta sospensioni riviste rispetto all’antenata.

Debutto in parata

La vettura debutta alla 24 Ore di Daytona ed è subito protagonista della parata che vede tre vetture del Cavallino tagliare il traguardo praticamente insieme: la P4 – guidata dal britannico Mike Parkes e dal nostro Ludovico Scarfiotti – è in seconda posizione, dietro la 330 P3/4 di Lorenzo Bandini e del neozelandese Chris Amon e davanti alla 412 P condotta dal francese Jean Guichet e dal messicano Pedro Rodríguez.

L’unica vittoria

L’unica vittoria della Ferrari 330 P4 risale al 25 aprile 1967. La sportiva di Maranello porta a casa una doppietta alla 1000 km di Monza: primi Amon/Bandini e secondi Parkes/Scarfiotti.

La 24 Ore di Le Mans

La 330 P4 è l’arma scelta dalla Ferrari per vendicare la sconfitta alla 24 Ore di Le Mans subita l’anno prima dalla Ford GT40.

La Casa dell’Ovale Blu, però, è imbattibile e il Cavallino deve accontentarsi di occupare i due gradini più bassi del podio: secondo l’equipaggio composto da Parkes e Scarfiotti e terzi i belgi Jean Blaton e Willy Mairesse.

Il titolo mondiale

Il 30 luglio alla 6 Ore di Brands Hatch Amon e il britannico Jackie Stewart conquistano la seconda piazza con una Ferrari 330 P4 modificata in Barchetta per ridurre il peso. Un piazzamento che consente alla Casa emiliana di aggiudicarsi il titolo iridato.

Fine della carriera

Il cambio di regolamento del Mondiale Sportprototipi 1968 (che ammette solo le vetture con una cilindrata fino a 3 litri) manda in pensione la P4. La vettura corre per il resto della stagione in corse minori e ottiene come miglior piazzamento un 13° posto con Pedro Rodríguez nella tappa di Road America del campionato Can-Am.