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Ferrari 312 T, il risveglio della Rossa

Storia della monoposto che nel 1975 riportò il Mondiale F1 a Maranello dopo 11 anni

La Ferrari 312 T è una delle monoposto più importanti del Cavallino: fu grazie a lei, infatti, che la Rossa tornò a vincere il Mondiale F1 (Piloti con Niki Lauda e Costruttori) dopo un digiuno di ben 11 anni. Scopriamo insieme la storia di questa affascinante vettura.

Ferrari 312 T: la storia

La Ferrari 312 T – progettata da Mauro Forghieri per correre nel Mondiale F1 1975 – presenta una grande rivoluzione tecnica: il cambio trasversale (da qui la T nel nome della monoposto del Cavallino). Una soluzione che consente di ripartire meglio i pesi.

Il motore è sempre lo stesso 3.0 12 cilindri a V con angolo di 180° (praticamente un boxer) ma più potente mentre si registra un passo indietro per quanto riguarda il telaio: addio al monoscocca, largo ad un più tradizionale tubolare in acciaio ricoperto da pannelli in alluminio.

1975

La Ferrari 312 T debutta ufficialmente in Sudafrica nella terza tappa del Mondiale F1 1975 con lo svizzero Clay Regazzoni e l’austriaco Niki Lauda. L’inizio non è dei migliori: Lauda taglia il traguardo di Kyalami in quinta posizione mentre in Spagna ottiene la pole ma è costretto al ritiro per un incidente.

La svolta arriva a Monte Carlo con la pole e la vittoria di Niki e la stessa impresa viene ripetuta in Belgio quando anche Clay, grazie al quinto posto, riesce ad ottenere i primi punti con la monoposto di Maranello.

In Svezia arriva il terzo successo consecutivo per Lauda (e il primo podio di Regazzoni al volante della Ferrari 312 T), in Olanda è la volta di un altro doppio podio (Niki 2°, Clay 3°) mentre in Francia si assiste al dominio del driver austriaco (pole e trionfo).

Dopo un GP di Gran Bretagna deludente arriva il riscatto in Germania con Lauda in pole (così come in Austria) e terzo sotto la bandiera a scacchi mentre il titolo iridato Piloti (con Niki) e Costruttori viene conquistato in Italia grazie al successo di Regazzoni e alla terza piazza del compagno di scuderia. La stagione si chiude negli USA con un altro successo per Lauda.

1976

La Ferrari si presenta al via del Mondiale F1 1976 ancora con la “vecchia” 312 T. La monoposto del Cavallino, sempre affidata a Lauda e Regazzoni, domina le prime tre gare stagionali: due trionfi dell’austriaco in Brasile e in Sudafrica e uno di Regazzoni negli USA Ovest.

In seguito alla decisione da parte della Federazione di migliorare la sicurezza delle vetture il Cavallino schiera per il resto dell’anno una nuova auto: la 312 T2.

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