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F1 – I più grandi ritorni di sempre

I più grandi ritorni della storia della F1: da Niki Lauda a Nigel Mansell passando per Kimi Räikkönen

La storia della F1 è ricca di ritorni: piloti che dopo aver lasciato il magico mondo del Circus hanno nuovamente dato spettacolo nella massima competizione automobilistica.

Di seguito troverete i cinque più grandi ritorni della storia della F1.

F1 – I più grandi ritorni di sempre

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1° Niki Lauda (Austria)

Dopo due Mondiali vinti (1975 e 1977) intervallati dal pauroso incidente al Nürburgring del 1976 Niki Lauda decide di lasciare la F1 al termine della stagione 1979 dopo un’annata deludente con la Brabham.

Il pilota austriaco crea la compagnia aerea Lauda Air e per motivi economici torna a correre nel Circus nel 1982: ingaggiato dalla McLaren, vince il terzo GP stagionale (USA Ovest) e si ripete in Gran Bretagna.

Niki Lauda sorprende il mondo nel 1984: conquista il terzo Mondiale in carriera con mezzo punto di vantaggio su Alain Prost grazie a cinque vittorie (Sudafrica, Francia, Gran Bretagna, Austria e Italia) e si ritira definitivamente nel 1985 dopo una vittoria in Olanda e la rottura del polso nelle prove del Gran Premio del Belgio.

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2° Alain Prost (Francia)

Alain Prost – già tre volte campione del mondo F1 negli anni ’80 (1985, 1986 e 1989) – si prende un anno sabbatico nel 1992 dopo essere stato licenziato dalla Ferrari al termine del GP del Giappone 1991 (penultima tappa del campionato) per aver paragonato la monoposto di Maranello a un camion.

Tornato nel 1993 con la Williams, si aggiudica il quarto titolo in carriera con sette vittorie (Sudafrica, San Marino, Spagna, Canada, Francia, Gran Bretagna e Germania) e 12 podi in 16 gare. Al termine della stagione appende definitivamente il casco al chiodo.

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3° Kimi Räikkönen (Finlandia)

A soli 30 anni – dopo un Mondiale vinto nel 2007 e un 2009 passato a guidare una Ferrari poco performante – Kimi Räikkönen lascia la F1 per correre nel Mondiale Rally. Il pilota finlandese si cimenta nel WRC e nella NASCAR e torna nel Circus nel 2012 con la Lotus.

Due vittorie in due stagioni con la scuderia britannica (Abu Dhabi 2012 e Australia 2013) e un rientro alla Ferrari nel 2014 impreziosito – quattro anni più tardi – dal trionfo nel GP degli USA. Dal 2019 corre con l’Alfa Romeo.

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4° Michael Schumacher (Germania)

Nel 2006 Michael Schumacher lascia la F1 dopo aver dominato questo sport (sette Mondiali: 1994, 1995, 2000-2004). Resta in Ferrari come collaudatore nel 2007 e nel 2008 ma quando, nel 2009, ha la possibilità di tornare come pilota del Cavallino per rimpiazzare Felipe Massa (colpito in faccia da una molla durante le qualifiche del GP d’Ungheria) è costretto a rinunciare per problemi al collo.

Il Kaiser rientra in Formula 1 nel 2010 come pilota Mercedes, scuderia tornata nel Circus dopo ben 55 anni di assenza. Corre per tre stagioni con il team tedesco ottenendo i migliori risultati nell’ultimo anno di carriera: miglior tempo in qualifica a Monte Carlo (costretto però a partire dalla sesta posizione in griglia a causa di una penalità rimediata per aver provocato un incidente nel GP di Spagna due settimane prima), terzo posto nel Gran Premio d’Europa a Valencia e giro veloce in Germania.

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5° Nigel Mansell (Regno Unito)

Nigel Mansell si ritira dalla F1 nel 1992 per dissapori con la Williams dopo aver vinto, anzi dominato, il Mondiale.

L’anno seguente si trasferisce negli USA e conquista il campionato IndyCar al debutto, nel 1994 viene richiamato dalla Williams per correre quattro Gran Premi di Formula 1 al posto dello scomparso Ayrton Senna e porta a casa l’ultima corsa stagionale in Australia. Nel 1995 passa alla McLaren ma rescinde anticipatamente il contratto a causa delle prestazioni deludenti della monoposto inglese.