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Benetton B194: la F1 chiacchierata

La Benetton B194 è la monoposto che ha fatto vincere a Schumacher il primo Mondiale F1, quello più contestato

La Benetton B194 è la monoposto che ha fatto vincere a Michael Schumacher nel 1994 il primo Mondiale F1: un titolo contestato in una stagione caratterizzata da sospetti, squalifiche, drammi e manovre azzardate.

Scopriamo insieme la storia della vettura britannica: l’auto della prima pole position del Kaiser, l’ultima iridata dotata del mitico motore Ford Cosworth.

Benetton B194: la storia

La Benetton B194 – realizzata per prendere parte al Mondiale F1 1994 – può vantare tre progettisti d’eccezione: Ross Brawn (16 titoli conquistati), Rory Byrne (14) e Nicholas Tombazis (3).

Dotata di un motore 3.5 V8 Ford Cosworth meno potente del V12 Ferrari e del V10 Renault adottato dalla Williams e caratterizzata da un’inedita livrea azzurra dovuta al nuovo sponsor Mild Seven (sigarette giapponesi), viene affidata al tedesco Michael Schumacher e al finlandese JJ Lehto (vittima di un brutto incidente nei test pre-campionato e rimpiazzato dall’olandese Jos Verstappen, papà di Max).

Vittorie a raffica (con l’aiutino?)

La Benetton B194 domina la prima parte del campionato e permette a Michael Schumacher di vincere i primi quattro GP stagionali: Brasile, Pacifico, San Marino (caratterizzato dal rientro di Lehto come seconda guida e funestato dalle morti di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna) e Monte Carlo (con la prima pole position in carriera del Kaiser).

La scuderia britannica viene accusata di montare il controllo di trazione (illegale da quell’anno) sulla sua monoposto e pur di non rivelare alla FIA il codice sorgente delle sue centraline preferisce pagare una multa di 100.000 dollari.

Schumy arriva secondo in Spagna e torna sul gradino più alto del podio in Canada e in Francia (dove ritrova Verstappen, richiamato in seguito ai deludenti risultati di Lehto, come coéquipier).

La squalifica, la bandiera nera e l’incendio

Nel GP di Gran Bretagna Michael Schumacher sorpassa Damon Hill nel giro di ricognizione, non rispetta lo stop-go di penalità, riceve una bandiera nera e in tutta risposta effettua solo uno stop-go e taglia il traguardo. Il driver tedesco viene squalificato dal Gran Premio e per altre due corse ma ottiene di saltare le tappe in Italia e in Portogallo per non perdere l’appuntamento di casa.

Il terzo caso controverso arriva nel GP di Germania quando la Benetton B194 di Verstappen prende fuoco ai box durante il rifornimento (provocando solo qualche lieve ustione al pilota olandese). La FIA chiede al fornitore unico del sistema di indagare sull’accaduto e si scopre che il team inglese ha rimosso volutamente il filtro anti-incendio per velocizzare del 12,5% il flusso di carburante e ridurre di conseguenza i tempi del pit-stop.

Schumacher si aggiudica il GP d’Ungheria (con Verstappen 3°) e il driver olandese arriva terzo anche in Belgio con il Kaiser squalificato per l’eccessivo consumo del fondo della vettura.

Le gare senza Schumy e il ritorno del Kaiser

Nei due GP (Italia e Portogallo) disputati senza Schumacher la Benetton delude (Lehto 9° a Monza e Verstappen 5° all’Estoril) e si ritrova seconda nel campionato Costruttori dietro alla Williams.

Il Kaiser torna nel GP d’Europa e conquista una vittoria riportando il team inglese al vertice della classifica iridata. L’esperto pilota britannico Johnny Herbert viene chiamato al posto di Verstappen negli ultimi due Gran Premi del Mondiale F1 1994 per portare più punti nel Mondiale Costruttori ma non ne otterrà neanche uno.

Il GP d’Australia

L’ultimo episodio controverso risale al GP d’Australia: nell’ultima tappa stagionale Michael Schumacher (in vantaggio di un punto su Hill) va a toccare un muretto, rientra in pista davanti al rivale e gli taglia la strada per difendersi da un sorpasso. Entrambi si ritirano, il Kaiser si laurea campione del mondo per la prima volta e la Williams porta a casa il titolo Costruttori.