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La breve vita dell’Alfa Romeo Giulia TZ2

Storia sportiva di una delle auto più sexy del Biscione

La Giulia TZ2 è una delle Alfa Romeo più belle di sempre ma anche quella con la carriera sportiva più breve: nacque nel 1965 ma già alla fine dello stesso anno smise di essere sviluppata dai tecnici del Biscione, maggiormente concentrati sulla Giulia GTA e sulla Tipo 33 per puntare alle vittorie assolute nel turismo e nell’endurance. Scopriamo insieme la storia di questa sexy coupé.

Alfa Romeo Giulia TZ2: la storia

L’Alfa Romeo Giulia TZ2 nasce nel 1965 per rimpiazzare la TZ: rispetto all’antenata è più bassa, più larga, più aggressiva nello stile e ancora più leggera. Grazie alla carrozzeria in fibra di vetro anziché in alluminio – realizzata come sempre da Zagato – il peso scende ulteriormente: da 660 a 620 kg.

Progettata esclusivamente per le corse (a differenza della TZ), monta un motore 1.6 bialbero derivato da quello della Giulia “normale” ma si distingue per la lubrificazione a carter secco e per il sistema di accensione Twin Spark (due candele per cilindro). I 170 CV di potenza consentono alla sportiva del Biscione di raggiungere una velocità massima di 245 km/h (se dotata di cambio con rapporti allungati).

Alfa Romeo Giulia TZ2: le vittorie

A causa del motore dalla cilindrata contenuta l’Alfa Romeo Giulia TZ2 deve accontentarsi di portare a casa vittorie di classe. La sexy coupé lombarda debutta in gara il 25 aprile 1965 con il successo di categoria alla 1000 km di Monza con i nostri Roberto Bussinello e Andrea De Adamich (che conquista anche la 1000 km del Nürburgring con “Geki”).

La vettura smette di essere sviluppata al termine del 1965: l’Alfa preferisce puntare su auto in grado di regalare vittorie assolute e i tecnici del Biscione si concentrano quindi sulla Giulia GTA nel turismo e sulla Tipo 33 nell’endurance.

Nonostante questo è il 1966 l’anno nel quale arrivano le più grandi soddisfazioni (sempre successi di classe) per l’Alfa Romeo Giulia TZ2: “Geki” e lo svizzero Gaston Andrey primi alla 12 Ore di Sebring, De Adamich e Teodoro Zeccoli davanti a tutti i rivali di categoria alla 1000 km di Monza, Enrico Pinto e Nino Todaro trionfatori alla Targa Florio e il gradino più alto del podio al Nürburgring con il belga Lucien Bianchi e il tedesco Herbert Schultze.

L’ultima vittoria importante per la sportiva del Biscione risale al 1967 quando il duo belga composto da Serge Trosch e Teddy Pilette regala alla Casa lombarda il terzo trionfo di categoria al Nürburgring.

WheelsTV / News

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