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WRC7, la nostra recensione

di Francesco Neri -

Il titolo ufficiale del Mondiale Rally WRC migliora su tutti i punti ma non si rivoluziona

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Ed eccoci al momento della verità. Ci aspettavamo tanto da WRC7, un po’ perché i titoli precedenti erano troppo arcade e troppo “vecchi” come impostazione, ma anche perché non vedevamo l’ora di guidare i nuovi mostri a 4 ruote della stagione 2016-2017. Già, per chi non lo sapesse, questo è un grande anno per il Mondiale Rally, caratterizzato da vetture potentissime (hanno 380 CV contro i 340 CV delle vecchie WRC), un’aerodinamica molto più esasperata e i differenziali attivi.
Per guidarle al meglio però ci vuole un modello di guida all’altezza, e su questo pare che ci siamo, o quasi. Ma vediamo prima le novità di questo WRC7.

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PROVE SPECIALI E ROMBO DI MOTORI

Con la quantità ci siamo: anche nel capitolo di quest’anno sono presenti i campionati WRC, WRC 2 e Junior WRC, le tredici tappe del mondiale cinquantadue prove speciali. Bene, ma nulla di nuovo. Anche la modalità carriera – da sempre il fulcro di WRC – non presenta grandi novità (il menù addirittura è lo stesso del capitolo precedente); forse i mini obbiettivi che vengono fissati dal proprio team (come evitare di danneggiare l’auto, piazzarvi in una posizione migliore rispetto a un rivale e altre sfide interne al rally) rappresentano un “variazione” o sono un piccolo stimolo extra. Ma c’è poco da girarci attorno: chi compra WRC vuole solo pestare sull’acceleratore.
Naturalmente c’è anche il comparto multiplayer, ben fatto ma non mastodontico, che offre sia la possibilità di sfidare gli avversari online, sia una modalità split-screen, un po’ retrò ma sempre ben accetta.

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GUIDARE È QUEL CHE CONTA

Pad alla mano il gioco sembra migliorato non poco. Finalmente le vetture si comportano in modo realistico, con trasferimenti di carico, grip e reazioni che fanno pendere l’ago della bilancia più verso la simulazione. Siamo ancora lontani dai livelli di Dirt Rally, sia chiaro, ma il modello di guida adesso, seppur semplificato, è in grado di accontentare anche i più critici ed è anni luci avanti rispetto al WRC6. Se proprio voglio essere pignolo, la riproduzione del grip sui cambi di terreno è un po’ trascurata, e certi rametti a bordo strada che dovrebbero spezzarsi come grissini sembrano muri distruggono la macchina come se fossero muri di cemento armato. Tolte queste piccole (o grandi, scegliete voi) imprecisioni, il gioco è appagante, divertente e soprattutto ben realizzato. Insomma, qualche gradino sopra al predecessore.
Lo abbiamo provato anche con il volante (un Thrustmaster 458) e abbiamo notato un comportamento veritiero dell’auto anche in questo caso, anche se emerge un po’ di più la sua

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GRAFICA E TECNICA


Le vetture di WRC7 sono davvero molto belle da vedere: lucide, brillanti, dettagliate, soprattutto negli interni. Le prove speciali a colpo d’occhio fanno la loro figura e, anche in questo caso, WRC7 eclissa il vecchio capitolo. Purtroppo alla lunga ci si accorge che la quantità poligonale non grida al miracolo, gli effetti particellari sono un po’ grezzi e che si sente la mancanza dei 60 FPS (frame per secondo) che renderebbero il gioco più fluido e più…next gen. Ma nel complesso il titolo è bello da vedere e comunque “nella media” delle produzioni contemporanee.

7.5
/10

CONCLUSIONI

WRC7 non porta con se enormi novità, ma si presenta finalmente come un titolo degno della licenza ufficiale del Mondiale Rally. Ci sono tutte le auto e 60 stage con cui divertirsi, e finalmente con un modello di guida che può accontentare anche gli amanti della simulazione.
Peccato per qualche pecca grafica e tecnica che lo rendono ancora lontano dall’essere perfetto, ma la direzione finalmente è quella giusta e WRC7, tutto sommato, ne esce a testa alta.