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Non chiamateli giochi

di Francesco Neri -

I racing games sono così realistici da insegnare a guidare?

Dico Gran Turismo ed è subito malinconia. Chi non ha sudato sangue per ottenere le patenti oro, chi non si è piegato il pollice a furia di pigiare la “X” (l’acceleratore) per vincere quello stramaledetto trofeo Toyota Altezza. Momento malinconia finito.
Il modello di guida di GT, allora (era il 1997), era davvero realistico:The Real Driving Simulator”, così c’era scritto sulla copertina. Devo ammettere che un paio di nozioni di guida, almeno per fare le patenti, bisognava averle. Un’idea di traiettoria, magari di frenata. Era tutto molto semplificato, ma la base c’era. Di certo non potevi allenarti sulla Play uno per poi scendere in pista. Cosa che, con i giochi di oggi, invece si può fare.
Già, sono dell’idea che i videogiochi di guida possano davvero insegnare a guidare. Non sto parlando di Mario Kart o Need For Speed, ma di titoli dalla forte impronta simulativa come Assetto Corsa, Project Cars e Forza Motorsport; senza tirare in ballo iRacing e R-Factor, simulatori veri e propri.
Non ho una carriera da pilota da millantare (ho fatto solo qualche gara con vetture turismo), ma posso vantare x-mila ore davanti allo schermo con il mio bel volante e i miei giochi-barra-simulatori di guida. E posso dirvi con certezza che questi “giochi” fanno miracoli.

Certo, guidare un’auto da corsa vera richiede esperienza, pelo sullo stomaco e tanta sensibilità. E tutto questo si acquisisce solo sull’asfalto. Ma le traiettorie, la frenata, il comportamento dell’auto e la costanza, nei videogiochi, sono rese alla perfezione. Non solo le piste sono riprodotte alla perfezione (e con perfezione intendo scandite con il laser e riprodotte al computer), ma anche i comportamenti delle auto (sottosterzo, sovrasterzo, controsterzo) sono spaventosamente vicini alla realtà. Bisogna guidare puliti, aprire lo sterzo presto per far scorrere la macchina, pazientare sul gas. Tutte regole che poi applicano anche con un’auto vera. Non mi stupisco infatti che i ragazzini cresciuti con i simulatori salgono su una macchina da corsa e vanno forte: basta pensare alla Nissan GT Accademy, una “selezione” dei migliori giocatori di Gran Turismo, messi poi su una Nissan GT-R da gara e preparati ad affrontare niente di meno che la 24h di Le Mans. E vanno pure molto forte.

Non per niente tutti i piloti del mondo passano più ore al simulatore che nel loro sedile.
Questo per dire che, se non avete i soldi per correre, potete spendere qualche euro e provare la stessa…no, forse no. Ma ci si può divertire parecchio, e migliorare la propria guida. Se poi anche voi fate qualche garetta sporadica, allora non c’è modo migliore per allenarsi.