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MotoGP 2013 – Valentino Rossi e Yamaha, i primi test

di Francesco Irace -

Il ritorno tanto atteso di Valentino Rossi in Yamaha è stato segnato dal maltempo. Prima a Valencia, poi ad Aragon, la pioggia ha fortemente condizionato i primi test in vista della stagione 2013 della MotoGP.

Il saluto, poi in pista

Martedì mattina, dopo due anni di astinenza, il dottore ha toccato con mano nuovamente la M1 con la quale ha vinto quattro titoli mondiali. L’approccio è stato come quello di due vecchi amici che si ritrovano, o almeno così l’ha descritto Valentino tramite il suo profilo Twitter: “Ciao. Ciao. Come stai? Ti vedo bene. Mi sei mancato. Anche tu”.

Terminati i convenevoli, “i due” sono scesi in pista per riassaporare il gusto di affrontare insieme i cordoli, ma qualcosa si è messo di traverso: il maltempo. Una pioggerellina fastidiosa ha impedito al nove volte campione del mondo di spingere, ma non di constatare che il feeling con la M1 è rimasto pressoché identico, nonostante sia passato un bel po’ di tempo. Poi la decisione di andare ad Aragon, nella speranza di trovare l’asciutto.

Il viaggio, di corsa. Risultato: un buco nell’acqua, nel vero senso della parola. Sul circuito di Motorland la pioggia è arrivata prima del team Yamaha. E Rossi non ha potuto far altro che restare ai box a conversare con i tecnici senza poter girare in pista, mentre il suo compagno di squadra Lorenzo si stendeva in una curva.

Rossi: “Peccato, volevamo provare sull’asciutto. La nuova M1 è solo più potente, ma è stempre la stessa”

“Per Yamaha era molto importante correre sull’asciutto, però non è stato possibile”, ha detto Rossi ai microfoni di motogp.com. “È un peccato perché avevo una gran voglia di fare un buon test e provare bene la moto al fine di capire esattamente cosa ci serviva per il prossimo anno…Sfortunatamente dovremo attendere fino a febbraio”. Una battuta anche sulle differenze tra la M1 2010 e quella 2013: “Cambia perché questa è una 1000 e ha più potenza, per il resto non cambia nulla…”.

Insomma, tutto rimandato a febbraio. Ma nonostante tutto le prime indicazioni sono positive e fanno ben sperare in vista della prossima stagione, che si preannuncia molto avvincente.

Foto: LaPresse

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