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Lamborghini Aventador S Coupé: evoluzione della specie

di Simone Antonietti -

Un'esperienza di guida personale e accalorata. Perché di fronte a una Lamborghini, anche il più razionale diventa fan

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Driving experience: il verdetto

Che verdetto dare alla Lamborghini Aventador S Coupé? Sarò sincero: ha superato di gran lunga le mie aspettative, rispetto al primo modello rappresenta un enorme passo avanti. Sa essere comoda, rilassante, rassicurante. Ma al momento opportuno mostra la sua vera indole diventando devastante, inesauribile, paurosa come una vera Lamborghini dovrebbe essere. Ed è di una bellezza rara. In poche parole è inutile nasconderlo, mi sono innamorato di una Aventador, di nuovo.

Per tanti anni, il poster più diffuso nelle camere degli adolescenti di tutto il mondo è stato quello della Lamborghini Aventador.

Un’auto semplicemente pazzesca, esagerata e antesignana sotto tutti i punti di vista; in poche parole, un’icona. Capace di proiettare definitivamente la casa di Sant’Agata Bolognese nell’olimpo delle super-potenze mondiali dell’automotive.

E se è vero che un’icona di stile non si può reinventare, ma solo sfidare, in Lamborghini devono aver pensato che solo Aventador potesse superare se stessa.

Lamborghini Aventador S Coupé: gli esterni

Più la osservo e più ne sono convinto: gli uomini e le donne che lavorano al Centro Stile Lamborghini hanno fatto centro anche questa volta.

Da qualsiasi prospettiva la si osservi è bellissima. Di più, lascia senza fiato. Ogni parte della carrozzeria, ogni appendice in carbonio, ogni più piccolo dettaglio, tutto racconta di una visione orientata al futuro.

È subito evidente la mission perseguita: non alterare il carattere della Aventador, ma esaltarlo ancora di più. E ci sono riusciti alla grande.

L’esclusività, la raffinatezza e l’aggressività dei tratti continuano a esibire l’inconfondibile DNA Lamborghini potenziandone il mix di dinamismo. Se grazie al design esagonale dei nuovi terminali di scarico, infatti, il posteriore si mostra più potente e muscoloso, il muso presenta appendici che ricordano le pinne di uno squalo.

Allo stesso tempo, ogni superficie e dettaglio della nuova Aventador S Coupé sembra studiato per guadagnare potenza e migliorare la performance.

Dati alla mano, rispetto alla prima Aventador, le novità nel design permettono un aumento della deportanza frontale del 130%, mentre le nuove prese d’aria laterali riducono le turbolenze, migliorando il raffreddamento e aumentando l’efficienza.

Lamborghini Aventador S Coupé: gli interni

Con grande attenzione tiro la leva per aprire la portiera, che subito si solleva aprendosi dolcemente e scenograficamente verso l’alto.

Calarsi al suo interno non è banale: la seduta è molto bassa e il battente, molto ampio, obbliga a qualche piccola contorsione per riuscire a incastrarsi nei bellissimi sedili sportivi.

Una volta accomodati al suo interno però la posizione di guida è semplicemente perfetta. Le finiture sono realizzate con materiali di altissima qualità: dovunque si posi lo sguardo è un tripudio di pelli pregiate, alcantara, carbonio.

L’eleganza dell’interno si sposa perfettamente con una tecnologia estremamente avanzata, come quella del quadro strumenti, con un display TFT interattivo a cristalli liquidi dalle grafiche totalmente ridisegnate, che si adattano in base alla funzione di guida prescelta.

Lamborghini Aventador S Coupé: in strada

Sollevo delicatamente il copripulsante rosso fuoco e poi premo il tasto di accensione: il motore V12 aspirato si risveglia con un fragoroso boato che invade l’abitacolo richiamando alla memoria le note inconfondibili della casa di Sant’Agata Bolognese. Innesto la prima marcia sfiorando il paddle destro: un filo di gas e via, si parte.

Mi attendono tante stupende ore da trascorrere al volante, ho parecchio tempo per provare tutte le modalità di guida: Strada, Sport, Corsa oltre alla nuovissima Ego.

Affronto i primi chilometri con il settaggio più “morbido”. A velocità di crociera la Aventador S Coupé si rivela comoda, rilassante e quasi silenziosa. Non fraintendetemi, l’autostrada non rappresenta il suo habitat naturale, ma chiunque potrebbe sedersi al volante e guidare per ore senza alcun affanno o dolore alla schiena.

Dopo aver preso confidenza e ricordandomi di avere a disposizione 740 cavalli, decido di passare alla modalità Sport. Improvvisamente l’auto si trasforma, diventa più reattiva, scorbutica, nervosa e rumorosa. Su strada è impossibile da verificare, ma sono sicuro che portarla al limite con questo settaggio implichi notevoli capacità di guida, una buona dose di incoscienza e poco spirito di autoconservazione.

In uno stato di crescente euforia e in procinto di entrare in una galleria, decido di rompere gli indugi: basta un semplice tocco per scatenare la belva, passando alla modalità Corsa. L’urlo del V12 diventa assordante e invade letteralmente l’abitacolo.

L’accelerazione, dapprima nervosa e immediata, superando i 5.000 giri/min diventa devastante, poi sconvolgente, paurosa e infine terrorizzante. Il feeling di guida ora è chirurgicamente perfetto, avverto chiaramente il sofisticato cervello dell’auto lavorare incessantemente al fine di ottenere la massima performance.

Già, perché grazie alla nuova LDVA (Lamborghini Dinamica Veicolo Attiva), tutte le informazioni provenienti dai sensori dell’auto vengono elaborate in modo da stabilire in tempo reale la migliore impostazione di guida per ogni condizione.

Il risultato è una performance assolutamente perfetta e sicura, garantita anche dalle quattro ruote sterzanti (altra grande novità presentata su quest’auto). A conferma dell’incredibile lavoro di sviluppo portato avanti con la Aventador S Coupé, troviamo al debutto anche la nuova modalità di guida Ego.

Questa funzione permette di settare manualmente le impostazioni di trasmissione, sterzo e sospensioni, in modo che si adattino perfettamente ai gusti del fortunato proprietario.

Tutto questo concentrato di tecnologia si traduce in uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 2,9 secondi e una velocità massima di oltre 350 km/h. Numeri da capogiro, che a ogni accelerazione si trasformano in emozioni e pulsazioni sempre crescenti.

Sicuramente una delle migliori auto in circolazione, per chi scrive semplicemente l’auto più pazzesca che abbia mai guidato. Un bellissimo tramonto preannuncia i titoli di coda di una giornata indimenticabile. Parcheggio la Aventador S Coupé, alzo il copritasto pronto a spegnere il motore, ma prima lascio passare ancora alcuni secondi per godermi fino in fondo il borbottio cupo e sommesso dei 740 cavalli che rifiatano dopo tanta strada percorsa insieme.

Sospiro leggermente, poi premo il bottone e subito cala il silenzio.